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8月26日 DAI KENNEDY LA FIACCOLA DEFINITIVAMENTE A OBAMALa grande speranza di un mondo migliore della mia generazione è stata fortemente intaccata dall' assassinio di John, il Grande Presidente della Nuova Frontiera quindi è defintivamente sfiorita con la tragica uccisione di Bob che si appressava a correre da Presidente. Rimase il giovane leone, Ted, cui la fortuna volse le spalle più volte, a lasciare sognare una generazione più giovane, ad alimentare la fiaccola. La scomparsa di John-John pose fine alla speranza che un Kennedy guidasse il futuro dei giovani.
Ieri notte il cuore Ted, il leone ormai invecchiato ma sempre ruggente, s'è definitivamente fermato e la fiaccola è ormai solo nelle mani di Obama, che Dio lo aiuti.
In queste ore di lutto condivido pienamente quanto espresso dai famigliari:"Edward M. Kennedy, il marito, il padre, il nonno e lo zio che abbiamo amato così profondamente, è morto ieri sera nella casa di Hyannis Port. Abbiamo perso la luce gioiosa delle nostre vite, ma l'ispirazione della sua fede, l'ottimismo e la perseveranza vivranno per sempre nei nostri cuori". Ringraziano "tutti quelli che sono stati al suo fianco per così tanti anni nella sua instancabile marcia verso la giustizia, l'equità e le opportunità per tutti. Ha amato il suo Paese e ha dedicato la sua vita a servirlo. Ha sempre creduto che i nostri giorni migliori sono quelli davanti a noi, ma è difficile immaginarne senza di lui".
Che Dio lo accolga benignamente fra le Sue braccia. 8月25日 ANGELITOS NEGROS.BUONI SOLO PER LA CAPANNA DELLO ZIO TOM?Noi, quelli della mia generazione, non l’ abbiamo capita: era solo una bella melodia cantata da un cantante di colore che andava per la maggiore nelle sere d‘ estate. Confusa tra “Arrivederci”e la “La più bella del mondo”, la canzone era solo un “lento” da ballare cheek to cheek. Il “negro” era quello della capanna dello zio Tom, il soldato disertore di “Tombolo”, il suonatore di jazz: una razza il cui "giusto" posto era lì, fra i servitori della opulenta superore razza bianca. E così la pensiamo ancora, specie nel nostro profondo Nord…. Per chi è curioso ecco qui il link meno sdolcinato: http://www.youtube.com/watch?v=k8V-EkTeX7U&feature=fvwed il testo originale Angelitos Neegros Pintor nacido en mi tierra 8月24日 SICUREZZA E IMMIGRAZIONEDa qualche tempo forze politiche e parlamento si stanno scontrando attorno a due problemi, SICUREZZA E IMMIGRAZIONE, (con origini e soluzioni distinte e separate ma complementari) considerandoli strettamente connessi e prendendo, comunque, provvedimenti scoordinati che rischiano di complicare la situazione, confondendo sempre più le idee all‘ Opinione Pubblica..Vediamo se è possibile esaminare un problema alla volta. PRIMO: SICUREZZA. LA SICUREZZA DA MINACCE ESTERNE E’ RESPONSABILITA’ SPECIFICA DEL MINISTERO DELLA DIFESA, da cui dipendono per l' impiego direttamente tutte le cosidette FF.AA, ordinate sotto un unico comando, il cui compito specifico è quello della dissuasione e della risposta adeguata alle minacce esterne e teoricamente non comporta problemi . Sull' efficienza delle F.AA. sappiamo, quindi, contro chi reclamare. LA SICUREZZA DA MINACCE INTERNE E’ RESPONSABILITA’ DEL MINISTERO DEGLI INTERNI, - direttamente del personale della Polizia di Stato ripartito in Reparti di varia entità e specializzazione la cui organizzazione periferica fa capo alle Prefetture ; - indirettamente di personale di varie Armi e Corpi Armati: Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Polizia Municipale, ecc.dipendenti da vari Ministeri o Enti; - in caso di emergenza può richiedere in concorso l' impiego delle FF.AA.. MA, com' è noto, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Polizia Municipale, ecc. svolgono anche compiti di Polizia Giudiziaria alle dipendenze del Ministero della Giustizia e svolgono anche attività d' intelligence alle dipendenze di una struttura specifica politico militare (che muta con frequenza assetti ordinativi). Se ci addentriamo all' interno dell' organizzazione di Carabinieri, Guardie di Finanza, Polizia di Stato, dipendenti da Ministeri e Istituzioni diverse, vediamo che hanno unità con le stesse specializzazioni di terra, mare e cielo, che vengono da sempre impiegate a livello periferico dalle Prefetture per svolgere compiti identici e, inoltre, autonomamente dai loro Comandi centrali e periferici, spesso senza alcuna informazione reciproca. Non c' è chi non veda che sul piano della funzionalità e dell' efficienza ci troviamo in una situazione che, spesso e volentieri, è causa di conflitti di competenza e diseconomie . Non sarebbe meglio avere un‘ organizzazione che preveda : - forze per la sicurezza e il controllo del territorio dipendenti dal Ministero degli Interni (Polizia di Stato?); - forze per l' attività di polizia giudiziaria dipendenti dal Ministero della Giustizia (Carabinieri?); - forze per l' attività di intelligence (Unità speciali) dipendenti dal solito Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ; - unità specializzate per i compiti di polizia fiscale, dipendenti dal Ministero delle Finanze.? Certamente sarebbe meglio, ma troppi interessi, compreso un malinteso spirito di Corpo, da qualche centinaio di anni impedisce l' adozione di una soluzione razionale ed efficiente. E così andiamo avanti con intere regioni in cui il controllo del territorio è in mano a organizzazioni criminali (varie mafie) .
SECONDO:IMMIGRAZIONE La questione “immigrazione“ è diventata ormai un problema planetario che richiede l’ attivazione di un sistema efficiente idoneo per limitare il fenomeno a dimensioni fisiologiche:esodi dai propri paesi di dimensioni bibliche si verificano perché le loro popolazioni non vi trovano una qualità della vita sopportabile.La limitazione del fenomeno è una questione di politica internazionale interessante le Istituzioni a livello ONU e collegate . Un saggio e coordinato piano di aiuti internazionali orientato allo sviluppo, tipo Piano Marshall (cosa differente dagli aiuti umanitari), migliorerebbe le condizioni di vita in questi paesi tanto da ridurre drasticamente il desiderio di abbandonarli, creando le condizioni perché quelli che sono emigrati vi facciano ritorno ’ ordinato inserimento degli immigrati ( regolari o clandestini) in Italia è un problema che coinvolge non solo l’ ordine pubblico e la sicurezza, ma anche l’ordinato sviluppo della stessa economia del Paese ed ogni aspetto della vita sociale: sanità, istruzione, previdenza, ecc..Semplicizzando e parlando in termini non fumosi ma concreti di immigrati, è necessario tenere presente che - prioritariamente bisogna sottoporli ad accertamenti su identità, provenienza, gruppo etnico, lingua parlata, questioni sanitarie fondamentali( visite mediche, cure, vaccinazioni, ecc); - successivamente istruirli sulla lingua parlata, le leggi vigenti e diritti e doveri di chi vive in Italia, accertare attitudini professionali e per chi non ne è provvisto, fornigliene. Gli accertamenti prioritari devono essere condotti da “Unità specializzate” in Centri da istituire in località viciniori a quelle più frequentemente sottoposte all’ afflusso di immigrati clandestini (per gli immigrati regolari le incombenze dovrebbero essere assolte dalle Ambasciate o dai Consolati all’ estero).Le attività successive richiedono maggior tempo (almeno 2 mesi) e devono essere svolti, per semplicità di organizzazione, in Centri a carattere monoetnico o monolinguistico, Questi Centri, coordinati dal Ministero del Lavoro, dovrebbero essere almeno 6, dislocati in modo da soddisfare le esigenze di formazione di forza lavoro di Nord, Centro e Sud ed essere insediati in Caserme dell ’ Esercito (attualmente molte sono vuote a seguito della drastica riduzione di personale nelle FF.AA.) dalla capacità ricettiva di almeno 1000 persone. Le Caserme sono provviste oltre che di alloggiamenti, mense, sale di ricreazione e impianti sportivi, anche di aule didattiche, officine, laboratori di varia natura e sono quindi il luogo ideale per lo svolgimento delle attività di questi Centri. Tenuto conto dei tempi tecnici necessari per l‘ assolvimento dei vari compiti, sia operativi sia burocratici, ogni Centro potrebbe svolgere 4 turni di attività operativa l‘ anno, regolarizzando così circa 4 mila immigrati, ossia 24 mila immigrati l‘anno per tutto il sistema.Dove trovare il personale idoneo per il funzionamento del sistema? Per buona parte fra gli stessi immigrati in possesso di precedenti professionali idonei.
Gli obiettivi operativi ed i programmi dovrebbero essere definiti in ambito nazionale sulla base delle esigenze individuate, concordate e prospettate dalle organizzazioni interessate (Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura, Confcommercio, Sindacati e Istituzioni pubbliche) almeno a livello regionale
Una tale organizzazione, di per sé poco costosa, oltre agli indubbi vantaggi di carattere pratico (inserisce nel mondo del lavoro elementi con adeguata preparazione culturale e professionale di base) ne ha altri che a lungo pagano vistosi dividendi sul piano della sicurezza e dell ’ordine pubblico.Ma qualcuno che ci marcia non desidera soluzioni ragionevoli.
8月16日 CRESCITA INFINITA CON RISORSE LIMITATE? FOLLIA(liberamente scopiazzato da “Breve trattato sulla decrescita serena” di Serge Latouche) PREMESSA.
Non c’ è niente di peggio di una società fondata sulla crescita in cui la crescita si rende latitante anche perché ci troviamo di fronte ad un circolo chiuso: la crescita è strettamente connessa all‘ aumento dell’ occupazione e il solo antidoto alla disoccupazione è la crescita.
PRIMO. Per permettere alla società dei consumi di continuare il suo carosello diabolico sono stati impiegati 3 ingredienti: la Pubblicità, che crea il desiderio di consumare, il Credito che ne fornisce i mezzi, e l’ Obsolescenza accelerata e programmata dei prodotti che ne rinnova la necessità di sostituzione. La Pubblicità convince le persone a comprare anche cose che non desiderano realmente, il Credito consente a quelli che non hanno un reddito sufficiente di poter consumare e agli imprenditori di produrre senza disporre del capitale necessario, l’ Obsolescenza programmata è l’ arma totale che prima o poi porta la società della crescita ad accelerare la sua corsa verso le Crisi finanziarie e l’ autodistruzione per eccesso di bisogno di risorse. Non c’ è salvezza se questa corsa non viene fermata o rallentata efficacemente.
SECONDO. Il nostro modello di sviluppo è predestinato a creare danni irreversibili al nostro pianeta in quanto l’ uomo trasforma le risorse in rifiuti più rapidamente di quanto la Natura sia capace di trasformare questi rifiuti in risorse: consumiamo molte più risorse di quanto la Terra sia stata capace di generarne in milioni di anni e di quanto le attuali e prevedibili tecnologie saranno capaci di rigenerarne.E, a breve, ne consumeremo molte di più. Infatti dalle Nazioni che si sviluppano sempre più rapidamente (Cina, India, Brasile) deriverà il maggior incremento di consumo di risorse perché é vitale per la loro pace sociale (ed anche per la nostra) il migliorare le condizioni di vita di oltre 2,5 miliardi di persone incanalate a seguire lo stesso modello di sviluppo occidentale. Ulteriore incremento verrà dall’ Africa e dalle altre Nazioni del terzo e quarto mondo. Secondo uno studio dell’ “Optimum Population Trust” (un think-tank britannico) se gli attuali 6 miliardi di abitanti del pianeta avessero uno stile di vita modesto improntato interamente all’ utilizzo di energie rinnovabili avremmo comunque bisogno di quasi 2 pianeti Terra per mantenere un equilibrio fra consumi di risorse e risorse disponibili. E se poi teniamo conto dell’attuale crisi, da cui si uscirà solo se aumenteranno consumi ed occupazione allora il dramma diventa tragedia accelerandosi tutti i processi che portano al consumo di risorse non rigenerabili a breve. Fortunatamente (?) l’ ingiusta sproporzione fra lo sfruttamento delle tante risorse del Sud del Mondo da parte dagli abitanti del Nord del Mondo e le poche risorse impiegate dagli abitanti del Sud del Mondo ci consente ancora qualche tempo per riflettere, prima della catastrofe.
TERZO. Sicuri del nostro futuro immediato, allontaniamo il momento di chiederci seriamente se una società della crescita infinita è compatibile con un mondo dalle risorse non infinite. Anche perché già sappiamo, e il fatto non ci piace, che i nostri consumi devono essere ridotti onde evitare di superare le capacità di rigenerazione delle molte risorse che consumiamo . In effetti, oggi la crescita è un affare redditizio ma a patto di farne sopportare il peso ed il prezzo alle generazioni future , alla salute dei consumatori, alle condizioni dei lavoratori e, soprattutto ai Paesi del Sud del Mondo. Che fare? Indubbiamente dobbiamo modificare il nostro modello di sviluppo perché siamo a bordo di un bolide senza pilota senza retromarcia e senza freni che sta andando a fracassarsi contro i limiti del pianeta. In sostanza dobbiamo “crescere” di meno ossia dobbiamo produrre meno PIL . Si tratta quindi di produrre e consumare diversamente: fare meglio e di più con meno risorse, eliminando soprattutto le fonti di spreco (gli imballaggi a perdere, il cattivo isolamento termico,la preminenza del trasporto su gomma,ecc.) e aumentando la durata dei prodotti. Ci vuole una rivoluzione politica e culturale che porti ad una rifondazione del nostro modo di vivere. Ne saremo capaci? P.S.: Attenti nella lettura di Latouche e in quello che propone. Si potrebbe pensare che certi Stati Coranici, Monarchie o Repubbliche, siano in linea con gli obiettivi che ci propone l’ autore. Siamo lontani le mille miglia….
8月11日 Terrorismo e Guerra Terrorismo e Guerra sono due categorie negative, criminali espressioni della follia omicida dell' Umanità. "La Guerra, diceva Paul Valery, é la vicenda in cui innumerevoli persone che non si conoscono affatto si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono bene e che non si massacrano affatto." Nella sua assurdità ha delle regole (vedi "La convenzione di Ginevra") che, grottescamente, a quest' atto criminale intendono dare dignità intellettuale e onore. Tant'è che solo chi non le rispetta viene trattato da criminale. Il terrorismo è peggio: lo chiamano " la guerra asimmetrica", senza altra regola che quella di procurare morte e devastazione nella maniera più vistosa, per conseguire nei singoli e nelle masse una continua condizione di allarme, insicurezza e, appunto, terrore. Per meglio comprendere quanto accade, da persone che cercano di ragionare con la propria testa e di sfuggire all'irrazionalità emotiva indotta in buona e/o in mala fede da chi ne ha interesse e potere, si rende necessaria un’ analisi della situazione e del contesto storico in cui viviamo al fine di realizzare un quadro di riferimento geopolitico che non si discosti tanto dalla realtà. E’ noto che la maggior parte di materie prime e di petrolio giace in paesi retti da regimi dispotici più o meno corrotti (basta guardare l'OPEC), protetti (eufemismo) dai paesi industrializzati, che così possono controllare i prezzi di materie prime e di petrolio, fondamentali per lo sviluppo del sistema economico mondiale.Le popolazioni di questi paesi (buona parte dei quali faceva parte dell'antico Califfato islamico) vivono in condizioni miserevoli ed altra speranza non hanno che un felice al di là, da raggiungere anche attraverso il jihad (che come si sa non é solo guerra santa); Fonti specializzate ritengono che il radicalismo islamico professato da al-Qa'ida, ideologo il medico egiziano al-Zawairi (già coinvolto nell'assassinio di Sadat) e geniale organizzatore bin Laden , persegua l'obiettivo strategico di unificare politicamente i paesi del vecchio Califfato onde poter contrattare da una posizione di forza prezzi di materie prime e petrolio, ai fini di un più giusto futuro sviluppo economico dei paesi islamici.). A tal fine al-Qa'ida agirebbe su due direttrici: eliminare i despoti corrotti per instaurare regimi coerenti con la sua strategia (Saddam era un despota corrotto, in rotta di collisione con al-Qa'ida, da eliminare, come Gheddafi ed altri) e dissuadere i paesi industrializzati dall'intervenire negli affari interni di al-Qai'da. Sotto quest'ottica andrebbero inquadrati gli attentati terroristici che da molti anni insanguinano sia il mondo industrializzato sia quello islamico e la capillare diffusione di cellule jihadiste attive e in sonno "all over the world". Si spiegherebbero così gli interventi americani in Afghanistan e in Iraq, tesi a prevenire l'instaurazione di regimi fedeli ad al-Qa'ida in Pakistan (che possiede armi nucleari) ed in Iraq (la cui produzione di petrolio é in grado di influenzarne notevolmente il mercato) e l' accettazione - senza credibili proteste - da parte di Russia,Cina e India delle azioni Usa, considerato che esse stesse sono o possono essere oggetto di dissuasione terroristica (i paesi del vecchio Califfato si estendono in Europa, Africa e Asia ![]() Ma continuando USA e paesi amici nell'attuale politica , attendiamoci un' escalation di attentati (come di fatto sta accadendo) o di azioni di condizionamento (come certi rapimenti e minacce) a meno che in un modo o in un altro non si venga a patti con al-Qa'ida nel senso di persuadere i despoti corrotti a cambiare politica o di cambiare rapidamente i despoti corrotti e di fare intervenire in Iraq e in Afghanistan una coalizione gradita ad al-Qa'ida. Perché prima o poi con al-Qa'ida bisognerà tutti, Russia, Cina e India compresi, fare i conti. Marx non é morto e questo non é un altro discorso 8月9日 LE DIVERSE NORMALITA' O LE NORMALI DIVERSITA'
LE DIVERSE NORMALITA' O LE NORMALI DIVERSITA'
Sembra che da qualche tempo siano aumentate le persone che hanno scelto forme di convivenza diverse dal matrimonio, aumentati gli omosessuali, i diversamente abili e i diversi in qualche altra forma di comportamento, diciamo semplicemente pare che siano aumentati i "DIVERSI". Non è vero! La questione è che la società della comunicazione ha consentito ad un maggior numero di persone di prendere atto che certi fenomeni esistono: tutto lì. Sono fenomeni "NORMALI"! Il punto che intendo sostenere è la normalità delle diverse normalità di noi tutti: sociali, psichiche, sessuali, comportamentali. Siamo tutti diversamente abili (normali) psicofisicamente. E' stato sempre così! Il bello (o il brutto) è che ciclicamente nella Storia si ripropone la xenofobia (la paura del diverso): una volta la condizione familiare, un' altra il colore della pelle, un'altra la religione, un' altra ancora la lingua e così via. Quella xenofobia diventa la religione imposta dal Potere: è dalla parte giusta chi ha contratto matrimonio (nei Paesi cattolici, religioso), chi è di un certo colore, chi professa quella certa religione, chi parla quella lingua; gli altri sono diversi, inferiori,anormali, infrequentabili. Ma grazie al Cielo molte cose sono cambiate nel nostro quotidiano. Adesso c'è da sperare che le varie Chiese cambino rapidamente. Purtroppo, però, ci vorrà un certo tempo perchè trattasi di una questione generazionale in quanto nei Paesi del Primo Mondo il 50% della popolazione ha circa 40 anni (in Italia 41) ed ha un livello di istruzione molto basso: ad esempio, nel 2001, fra gli italiani di età superiore ai 6 anni, c'erano 36 milioni di semianalfabeti e solo meno di 4 milioni di laureati,. E non è che la situazione globale sia migliore...... In Paesi di vecchi e ignoranti è molto faticoso fare accettare verità diverse da quelle apprese in una vita passata davanti al televisore, nei discorsi dell' osteria del quartiere e nelle prediche del parroco della sperduta parrocchia di montagna. Comunque è solo questione di tempo: non siamo eterni e anche se l' attesa di vita va aumentando, un giorno la campana suonerà anche per i vecchi, istruiti o meno. E la qualità della vita cambierà in meglio, anche dal punto di vista dell' accettazione delle diverse normalità. Speriamolo almeno. Anche perchè è successo sempre. |
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