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8月20日 MA COS 'E' QUESTA CRISI?Quali le cause di una crisi finanziaria? Le cause fondamentali delle grandi crisi finanziarie sono sempre state la “speculazione”, l’ ingordigia, che ne è il motore, ed anche una buona dose di credulità delle masse, le quali attribuiscono qualità di preveggenza geniali ad individui che per un motivo o un altro hanno grande dimestichezza col danaro, spesso non per loro merito. La “speculazione” allontana l’ impiego del danaro dall’ Economia reale e crea spesso movimenti recessivi. Come nasce e a cosa si deve la speculazione? Volendo essere buoni, diciamo che la “speculazione” inizia quando individui (Istituzioni, Banche, Assicurazioni, ecc.), ritenuti accorti, acquistano titoli e il loro prezzo comincia a salire. Altri allora comprano, spingendo in tal modo i prezzi verso l’ alto. Più gente compra, più ne viene attratta, nell’ illusione che la crescita durerà a lungo, e più i prezzi dei titoli lievitano. Fino a quando qualcuno, o per bisogno o per furbizia, quasi sempre in presenza di un evento negativo, vende per realizzare i guadagni. E’ allora che l’ evento negativo diffonde la paura e inizia così la rapida discesa dei valori che induce altri a vendere, non importa a che prezzo. Cosa sta accadendo nelle Borse Valori occidentali? Molto probabilmente, che qualcuno di quelli che hanno testa fina si è finalmente accorto che i valori dei vari Indici di Borsa del suo Paese, che per certi aspetti sono molto legati all’ andamento della crescita della sua ricchezza (il PIL), sono lievitati ben oltre ogni aspettativa ottimistica, vista la reale crescita dell’ Economia. Ed ha cominciato a disfarsi dei Titoli in suo possesso, per buona parte Fondi di investimento, attribuendo l' esigenza della vendita alla prevedibile insolvibilità di Banche ed altri Istituti fortemente impegnati in mutui “sub-prime ”. Tutto ciò sta determinando la rapida discesa dei valori di Borsa dei Titoli di alcuni Istituti, notoriamente impegnati in mutui e forme di credito varie, e diffondendo il panico, dato che buona parte dell‘ Economia si regge sul credito. E così gli indici di Borsa hanno cominciato a traballare. Per chiarirci la situazione esaminiamo, uno per tutti, il Dow Jones di Wall Street, stella polare delle Borse Valori di tutto il mondo, al cui andamento fanno riferimento tutti gli operatori di Borsa di tutto il mondo. Nel giro di circa 5 anni, dal settembre 2002 al luglio 2007, il valore del Dow Jones è cresciuto da circa 7.300 punti a circa 14.000, in pratica di circa 6.700 punti, ossia di circa il 92 %, ovvero è cresciuto annualmente di circa 1340 punti (del 18 % circa l’ anno). Inoltre, nel periodo dall’ agosto 2006 al luglio 2007 (1 anno) l’ indice è volato da 11.300 a 14.000 punti, è cresciuto cioè di 2.700 punti, cioè del 24% circa. Nello stesso periodo di 5 anni la ricchezza reale USA, ossia il PIL, è cresciuta mediamente del 3 - 3,5 % l’ anno. Ragionevolmente si poteva e doveva supporre che, tenendo anche conto dell’ influenza dell’inflazione, la crescita del valore del Dow Jones potesse essere del 6 - 8 % l’ anno (440 - 590 punti) , ossia, in totale, del 30-40 % (2200 - 3.540 punti) e che quindi dopo 5 anni il suo valore raggiungesse circa 9.500 - 10.850 punti. Invece il divario fra crescita dei valori dei Titoli di Borsa e della ricchezza reale è enorme, come si vede. Quando finirà la crisi? Quando i valori degli Indici di Borsa saranno vicini a valori ragionevoli oppure quando la Cina penserà di impiegare le sue immense riserve monetarie. Lo farebbe nel suo interesse, per evitare appunto una recessione, dato che il suo sistema produttivo abbisogna dei nostri mercati, ma ci salverebbe da un lungo periodo di depressione ossia di povertà ed incertezze. Perché questa crisi rassomiglia molto a quella del 1929 ed allora la soluzione fu trovata nell‘ ambito di ciascun Paese e portò all 2^ guerra mondiale. Potrebbe accadere che la ragione stavolta abbia il sopravvento …… (N.B.: i calcoli sono largamente approssimati, ma non tanto)
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