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5月28日 DOMANI VADO DA ZAPATERODomani mattino vado a trovare Zapatero: 5 giorni in Andalusia, base a Siviglia, per rivedere Granada, Cordova, Cadice e Jerez e qualche mostra. Controllerò de visu se il sistema spagnolo di raccolta rifiuti non è così angosciante come il nostro. Sono, comunque, sicuro, per aver toccato per mano l' estate scorsa, che i quotidiani spagnoli sono migliori dei nostri. . Ci vuole poco.
A rileggerci dopo il 2 giugno. Frattanto godetevi un estratto di "Fiesta gitana" di Tony Gatlif. 5月23日 IN MEMORIA DI GIOVANNI FALCONEQUESTO INTEVENTO E' STATO POSTATO DUE ANNI FA' E LE CAUSE CHE LO HANNO DETRMINATO SONO ANCORA ATTUALI
LA STRAGE DI CAPACIAlle ore 17:58 del 23 maggio 1992, sull'autostrada Trapani-Palermo, nei pressi di Capaci, una devastante detonazione uccide Giovanni Falcone, Direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia e candidato Superprocuratore Antimafia, e la moglie Francesca Morvillo, magistrato anch’ essa, da poco atterrati all’Aeroporto di Punta Raisi, provenienti da Roma.Nell’ attentato cadono anche gli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco di Cillo. Degli spostamenti di Falcone, per motivi di sicurezza, sono a conoscenza rare persone: fra queste il Ministro e gli uomini dei Servizi di Sicurezza. L’ assassinio di Falcone va inquadrato nel seguente contesto: - a Milano è scoppiato il bubbone di “Tangentopoli”, che comincia a scardinare il sistema di Potere in atto e si avvicina ai grandi nomi; - il giudice Di Pietro per proseguire le sue indagini anche all’estero, dà inizio ad una collaborazione per rogatorie in Svizzera con il giudice Falcone, molto amico della giudice svizzera Da Ponte (durante una visita della Da Ponte a Palermo, ospite di Falcone all’ Addaura, c’era stato un tentativo di attentato contro i due, fortunatamente scoperto); - la politica italiana è pilotata dagli accordi del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani) che prevedono, dopo le elezioni dell’ aprile1992 l’ ascesa al Quirinale alla presidenza della Repubblica di un DC e la nomina di Craxi a Presidente del Consiglio; - la nuova legge elettorale, a seguito del Referendum proposto da Segni, prevede che ogni elettore possa esprimere solo 1 preferenza nominativa e non più 3 (esprimibili prima con i numeri d’ordine dei candidati nelle liste elettorali): ciò pone l’ esigenza per i partiti di avere candidati noti e di pilotare il voto; - in Sicilia in quel periodo dominano 3 famiglie di mafia: 1 agisce mediante avvertimenti non sanguinari e appoggia la destra DC; 1 agisce mediante l’ omicidio mirato e appoggia la sinistra DC; 1 agisce mediante l’attentato terroristico e appoggia il PSI; - l’ equilibrio del potere DC in Sicilia prevede questa situazione: 1 deputato alla destra e 1 senatore alla sinistra a Catania, e simile accordo a Palermo e nel resto dell‘isola, coordinato con le cariche alla Regione; - prima delle elezioni si verificano dei crimini di mafia: nel settembre 1991 viene ucciso Paolo Arena esponente DC di Misterbianco, amico di Nino Drago, proconsole della Destra DC a Catania (Drago si ritira subito dalla politica attiva) ; nel novembre dello stesso anno Pippo Baudo, filo sinistra DC, che aveva dato la sua disponibilità alla candidatura a deputato a Catania, si vede semidistrutta la villa ad Acireale; successivamente, nel marzo 1992, viene assassinato l’ On. Salvo Lima, proconsole della Destra DC a Palermo: la sicura elezione di Baudo avrebbe sconvolto gli equilibri? e l’ uccisione dei 2 rappresentanti della destra sarà stata un avvertimento e una ritorsione ?; - dopo le elezioni politiche, in ambito DC inizia un lungo braccio di ferro fra i 2 cavalli di razza, Andreotti e De Mita, per l’ elezione a Presidente della Repubblica mentre comincia a venir fuori anche il nome di Craxi, dall‘ opinione pubblica considerato ancora l‘ unico politico con gli attributi: con le indagini di Tangentopoli che ormai lo vedono futuro imputato,una nomina a Presidente della Repubblica (Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura) gli consentirebbe di ostacolare le indagini mentre invece non lo salverebbe la nomina a Presidente del Consiglio ?; - Cosa Nostra per ogni suo atto persegue sempre più obiettivi: fare un favore a se stessa e fare un favore anche non richiesto agli “amici degli amici”: eliminare Falcone significherebbe eliminare il suo mortale nemico e contemporaneamente bloccare le possibili rogatorie estere ed insieme accentuare nell’ opinione pubblica la richiesta di un uomo forte come Craxi alla guida del Paese dal Quirinale? Ma proprio per scuotere l’ opinione pubblica l’ attentato deve essere devastante ed eclatante: così vuole la famiglia di mafia stragista. Craxi non fu eletto perché Pannella propose “l’ uomo onesto del Viminale”, a parere di alcuni ricattabile per una questione di “fondi neri”, che il 24 maggio fu subito eletto Presidente della Repubblica. Ma successivamente il nuovo Presidente, visti i tentativi di condizionamento, disse :”Non ci sto!” e sappiamo in che considerazione viene tenuto dai berlusconiani. "Tangentopoli" decretò la fine di Craxi e della DC. E attraverso questi intrecci forse si possono leggere anche altri attentati di mafia degli anni successivi ed avvenimenti politici. Ne riparleremo
5月10日 LA SCONFITTA DEL PARTITO DEMOCRATICOLa sconfitta del Partito Democratico era ineluttabile, e non perché il centrodestra fosse più forte o avesse presentato un programma più persuasivo o uomini più credibili e men che meno perché il Cavaliere si fosse alleato con la Lega e con il MpA.E neanche perché il centrosinistra avesse governato male. Certo ha nociuto la minore compattezza della sinistra a causa della litigiosità elitaria ed ereditaria delle varie sue componenti.
Era scritto ed è scritto nel destino politico dei popoli ricchi, la cui religione di vita è l’economismo: la diffusa ricchezza rende tutti più egoisti e non solo gelosi della propria ricchezza ma soprattutto desiderosi di accrescerla il più possibile o, almeno, di conservarla. Gli imprenditori privati e gli azionisti vogliono imprese più redditizie e lucrative, per cui bisogna ridurre i costi, il che significa ridurre i dipendenti attraverso la flessibilità (precarietà) e/o pagando meno tasse. L’aumento diseguale della ricchezza, che è di pochi, crea molti poveri, che però sono molto poveri e timorosi di perdere il poco conseguito. Essi sono possibili prede di certe sirene che li ammaliano con facili promesse di riscatto economico e di sicurezza contro le tendenze asociali e amorali dei più disperati, tipiche di tutte le società economicamente avanzate, attribuite spesso, nonostante la realtà, a immigrati, interni ed esterni. E’ tipico delle società capitaliste in crisi economica l’ attribuzione con martellante battage mediatico “ad altri diversi da sé” di ogni nefandezza per provocare la conseguente richiesta di misure di sicurezza più efficaci. Lo slogan più diffuso fra i ricchi popoli occidentali è legge e ordine e meno tasse. Le sinistre per costituzione sono solidariste e, quindi, più propense a chiedere a tutti i più fortunati di pagare più tasse e a ricercare ricette più dolci per guarire i mali sociali. Da qui le lunghe fortune di governi conservatori nei paesi ricchi (i casi Roosvelt e Clinton sono rare eccezioni alla regola, facilmente controllabili per i loro vizi privati dalla tecnostruttura militare-industriale che domina gli USA) pronti a soddisfare le esigenze dei più ricchi nei loro paesi. Il fatto che la ricchezza dei cittadini ricchi degli stati ricchi sia a scapito dei loro concittadini meno abbienti e dei popoli più poveri conta poco nel breve e nel medio periodo. Il centrodestra avrebbe vinto comunque queste elezioni e non perché il governo di centrosinistra è stato troppo debole con gli immigrati più o meno autorizzati, ai quali si attribuisce l’incremento dei reati verificatosi negli ultimi tempi, ma semplicemente perché la coesione sociale è ormai andata a farsi benedire, l’egoismo ha preso il sopravvento (le fortune della Lega sono cominciate prima, quando c’era la normale immigrazione interna dalle regioni più povere a quelle più ricche) e nessuno intende prendersi carico dei meno fortunati. Da qui il voto a chi si è fatto paladino di legge e ordine e meno tasse. Avrebbe vinto chiunque, anche se non avesse avuto le Televisioni e le ricchezze del Cavaliere: anzi il Cavaliere ha vinto, nonostante la pacchianaggine e le grossolanità psicologiche dimostrate durante la campagna elettorale -che gli avevano alienato parecchie simpatie dentro e fuori del suo elettorato- solo perché ha pervicacemente insistito nel suo slogan “legge e ordine e meno tasse”. Il PD lo ha solo scimmiottato raccontando timidamente che le cose cominciavano ad andare bene sul piano economico, che l’occupazione aumentava, che col tempo le tasse potevano anche essere ridotte mentre invece avrebbe dovuto presentare coraggiosamente l’amara e costosa ricetta di un programma che intendeva affermare i suoi valori, quelli che possiamo riassumere nella solidarietà e nella giustizia sociale, nella protezione dei più deboli e meno fortunati, nel sacrificio del proprio egoismo, nell’efficienza (attitudine a soddisfare le motivazioni interne ed esterne -che tiene conto della solidarietà- cosa differente dall’efficacia, capacità di risolvere i problemi che però non tiene conto della soddisfazione dei pubblici interni ed esterni) e che a lungo andare pagano un vistoso dividendo non solo in campo economico ma anche nel settore della sicurezza e della giustizia. Ne tengano conto quelli del Governo Ombra. 5月9日 CAMBIARE LA COSTITUZIONE?- scritto anni orsono, è ancora valido, apportati brevi aggiornamenti - CAMBIARE LA COSTITUZIONE ? La “caduta del muro” di Berlino con la conseguente disfatta della politica dei blocchi contrapposti ha fatto decadere gli accordi di Yalta e consentito in Italia la piena ammissione del Partito Comunista alla gestione del potere politico nazionale. La stessa “caduta del muro” ha portato alla stagione di “mani pulite”, all’emersione di “tangentopoli” e alla dissoluzione del sistema politico e di potere ufficiale. In effetti di corruzione politica in Italia ne avevamo avuto notizie ufficiali con continuità nei vari scandali che avevano coinvolto uomini di governo e partiti, scandali comunque non approfonditi compiutamente perché sennò sarebbe stata spazzata via proprio quella classe dirigente tenuta su perché garante di fronte alla NATO dell’ appartenenza dell’Italia al blocco occidentale. La caduta del muro, mani pulite e tangentopoli sarebbero stata l’occasione per rinnovare la politica italiana; ma così non è stato. Alla crisi politica si sono sommate ricorrenti crisi monetarie ed economiche e l’emergenza del terrorismo mafioso che hanno distratto l’opinione pubblica dall’ esigenza di un effettivo rinnovamento della politica e soprattutto della classe politica italiana. Invece di applicare finalmente e compiutamente la costituzione (trascurata di fatto in molti suoi aspetti fondamentali, quali ad esempio il decentramento amministrativo ) si è attribuito alla costituzione vigente la colpa di tutti i guai, dimenticando e facendo dimenticare che il blocco del ricambio della classe politica italiana nasceva (fortunatamente) dalla nostra appartenenza cinquantennale al blocco occidentale che di fatto aveva cristallizzato la situazione politica interna e annullato qualsiasi possibilità di ricambio. Conseguenza è stata che sotto la spinta di pochi esaltati ed impreparati apprendisti stregoni della politica e dell’uso massiccio di tecniche della propaganda da parte di chi aveva interessi personali da proteggere, l’opinione pubblica italiana è stata persuasa che bisognava “ cambiare l’Italia” e che far ciò bisognava cambiare radicalmente la costituzione ancora inapplicata. E’ vero che la Costituzione italiana è datata e prevede anche la possibilità di interventi parlamentari per una sua modifica ma ciò è valido per modifiche di lievi entità che non intacchino l’impalcatura su cui si regge tutto il sistema. Rilevanti cambiamenti costituzionali per avere un minimo di validità democratica possono essere effettuati o attraverso accordi bipartisan o meglio e soprattutto con apposite assemblee, che però non possono essere formate dai parlamentari eletti per stare in parlamento a dettare la politica della legislatura, ma devono essere elette dal popolo sovrano fra persone in grado di ragionare in termini del “fare il bene di tutta la Nazione” e non del “fare solo il bene della propria parte politica e del proprio elettorato”. Che l’esigenza di un’assemblea specifica “costituente” sia imprescindibile lo dimostra il fallimento delle varie “bicamerali” italiane create ad hoc dai governi De Mita e D’Alema e della “Convenzione europea”, creata dai Governi dell’Europa, che ha elaborato una “Costituzione europea” che costituzione non è ancora perché bocciata in alcuni referendum nazionali dai popoli sovrani che non la sentono propria. E’ vero che qualche anno fa, frattanto, è stata approvata in Parlamento una legge costituzionale, voluta da una sola parte politica, che apportava notevoli modifiche alla Costituzione italiana ma è vero che è stata cancellata da un referendum popolare tenuto nell’estate 2006. Questa legge, detta della “devolution”, se guardata in prospettiva presentava , ma solamente in linea di principio, alcuni aspetti positivi (il risalto dato alla figura del Primo Ministro e l’ attribuzione di compiti distinti alle due Camere) ma molti negativi quali la mancanza di adeguati “contrappesi” ai poteri dati al Primo Ministro e soprattutto la “devolution” ovvero l’eccesso di poteri attribuiti alle Regioni, che rischiavano di trasformare lo Stato italiano in una federazione di 20 italiette, destinata ad essere relegata fra i paesi in via di dissoluzione sotto l’aspetto politico e socio-economico-culturale. Perché in prospettiva? Se proiettiamo la nostra mente verso il futuro non possiamo non prevedere la nascita dell’Europa politica, ovvero di una Federazione di Stati Europei con un’unica politica estera, un’unica politica militare, un’unica politica economica e soprattutto con politiche di spesa armonizzate ( leggi “previdenza, sanità, istruzione e sistema di reti, ecc.”). Questa Europa per essere in sintonia con le esigenze del futuro richiederà l’esistenza di singoli Stati fortemente centralisti , pena l’instaurarsi di piramidi burocratiche di vario tipo che a quest’ Europa toglierebbero capacità di rapida reazione alle sfide che si presagiscono e già ci minacciano : l’esigenza di competitività in ogni settore con i nuovi giganti dell’economia quali Cina ed India e la globalizzazione del terrorismo. E nonostante sia legge di natura che gli organismi animati sopravvivono se riescono ad aggregarsi in organismi sempre più grandi e complessi, noi in Italia, da anni, ci affanniamo a rincorrere un “ fumoso federalismo” quasi secessionista che ci porterà a vedere 20 piccole Italiette sparpagliate, prive di coesione e non idonee ad affrontare il futuro che ci si prefigura. E, frattanto, imperterriti nell’ errore i nuovi eletti al Parlamento continuano a parlare di “legislatura costituente” che dovrebbe mirare al federalismo fiscale (PER IL QUALE HANNO CREATO APPOSITO MINISTERO) e chissà che altro…. |
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