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日志


5月31日

DEVOLUTION? NO, GRAZIE

 PERCHE' VOTARE NO AL REFERENDUM SULLA "DEVOLUTION" DEL 25 E 26 GIUGNO

Se facciamo lo sforzo di proiettare la nostra mente verso il futuro non possiamo fare a meno di vedere, prima o poi, la nascita dell’Europa politica, ovvero di una Federazione di Stati Europei con un’unica politica estera, un’unica politica militare, un’unica politica economica e soprattutto con politiche di spesa armonizzate ( leggi welfare ovvero previdenza, sanità, istruzione, sistema di reti, ecc.).

Questa Europa per essere efficiente richiederà l’esistenza di singoli stati fortemente centralisti , pena l’intrecciarsi di reti burocratiche di vario livello che a quest’Europa toglieranno capacità di rapida reazione alle sfide che già si presagiscono: centri specializzati prevedono che il PIL della Cina nel 2018 sorpasserà quello dell’Europa e nel 2040 (se non prima) quello degli USA .

E se alla Cina poi uniamo l’India ( tanto che gli studiosi di Geopolitica parlano di Cindia)…

Nonostante sia legge di natura da sempre che organismi animati di varia natura tendano ad aggregarsi in organismi più grandi, noi in Italia, da anni, ci affanniamo a rincorrere un " fumoso federalismo" quasi secessionista chiamato "DEVOLUTION" che rischia di dividere la Nazione in 20 piccole Italiette egoiste e provinciali, non idonee soprattutto a sopravvivere sotto ogni aspetto al futuro che già ci si prefigura.

Gli esperti di Scienza dell’Organizzazione insegnano che ogni organizzazione pubblica o privata per essere efficiente deve rispettare due principi:

1. il teorema di Graycunas, che in termini semplici impone che un Capo non può avere alle dipendenze più di 3-4 , massimo 7, eccezionalmente 11 sottoposti che svolgono attività interdipendenti;

2. il PPBS (Programming, Planning, Budgeting System ossia Sistema di programmazione e pianificazione finanziaria) in cui, sinteticamente, si prevede che in una Organizzazione pubblica o privata gli Organi Centrali dettino gli indirizzi programmatici e le priorità, gli Organi Periferici dei vari livelli prospettino agli Organi Centrali le loro esigenze e che infine gli Organi Centrali nel rispetto delle disponibilità assegnino agli Organi Periferici le risorse possibili, vincolate ad essere impiegate nel rispetto delle priorità generali.

Un esempio di applicazione del teorema di Graycunas alla riorganizzazione dello Stato italiano è uno studio dei primi anni ’90 della fondazione Agnelli che prevedeva un numero di Regioni pari a 7-11 sulla base di criteri geografici (e a guardare la Carta d’Italia è molto facile identificarle ) e socio-economico-culturali, ed inoltre l’eliminazione di un livello (la Provincia) con l’accorpamento dei Comuni di piccola rilevanza in entità più corpose.

Del PPBS era accanito sostenitore il vecchio Ugo La Malfa (tradito dal figlio), che lo abbinava alla "politica dei redditi".

Non c’è chi non veda in questa "devolution", oggi all’ordine del giorno, un andare contro la logica della Storia ma soprattutto il prevalere di una parte politica cui stanno a cuore egoisticamente i propri interessi di bottega e quelli del proprio elettorato, ossia dei percettori di redditi elevati di una certa parte d’Italia, cresciuta economicamente a spese di tutta la Nazione, che si sono visti già ridurre drasticamente l’ IRPEF e che con la "devolution" vedranno l’IRPEF pagata ritornare a formare nuove fonti di reddito localizzato da cui trarre ancora maggiori profitti personali a danno anche dei meno fortunati della loro stessa regione.

Chi si intende di Economia sa quali danni nascono da una visione striminzita dei fenomeni macroeconomici.

A questi aspetti economici si aggiungono poi gli effetti negativi sui sistemi scolastico, sanitario,ecc.

Andare contro la logica della Storia crea danni: ne tengano conto quanti si fanno incantare da chi vuole cambiare l’Italia.

Cambiare si può e si deve! In meglio, non in peggio!

Quindi: DEVOLUTION? NO, GRAZIE!

5月29日

SICILIA IRREDIMIBILE: MAFIA INVINCIBILE

 
Ho letto i risultati delle elezioni regionali in Sicilia.
Avevano una candidata, il cui nome significava " No alla Mafia!":non l'hanno votata come Presidente, quindi vogliono la Mafia .
Tutte le speranze che l' Italia cambiasse stavano nella vittoria di Rita Borsellino, perchè la Sicilia è sempre stata la chiave di volta della politica italiana.
Non va vinto. La Sicilia non cambierà e quindi non cambierà neanche l' Italia.
La Sicilia si terrà Totò Cuffaro e l' Italia il cavaliere tutto frizzi, macchiette e paure (delle tasse e dei comunisti).
Ringrazio il Cielo di essere vecchio.......
Non mi piace questa Italia, per la quale mi sono anche rovinata la salute, e non mi piace più neanche la mia Sicilia.
 
5月24日

DOMENICA 28 MAGGIO

In ricordo di Giovanni Falcone, per liberare la Sicilia e l' Italia dalla Mafia:
vota Rita Borsellino 
 
 

Hic Sicilia, hic salta

Sicilia.jpg

L'Italia non cambierà fino a quando la Sicilia non cambierà.
Oggi l'Italia ha una grande opportunità, una grande persona: Rita Borsellino, per la presidenza della Regione Sicilia. Rita dà fastidio a destra e forse soprattutto a sinistra.
Invito chi mi conosce, chi crede in un nuovo Rinascimento italiano, chiunque voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla pubblicamente.
Di seguito una lettera da Palermo sulle prossime elezioni regionali.

" A mani nude i magistrati sono stati uccisi, a mani nude poliziotti e carabinieri hanno cercato nei crateri del tritolo i corpi dei loro colleghi, a mani nude preti coraggiosi sono stati abbandonati nelle loro periferie e poi uccisi o trasferiti, a mani nude i giovani coltivano la terra confiscata alla mafia per vedere i loro raccolti distrutti, a mani nude altri giovani vanno via. A mani nude sono morti giornalisti, imprenditori, liberi pensatori.
A mani nude noi donne e uomini siciliani scendiamo in piazza, parliamo con la gente, aiutiamo le donne e i bambini delle periferie, i senza casa, i migranti. A mani nude combattiamo come meglio possiamo la mafia, da sempre.

La mafia che respiriamo nell’aria dalle esalazioni delle eco-mafie, che unge quelle poche monete e banconote che teniamo in tasca, che ospita nei suoi edifici scolastici i nostri figli, che ci cura nelle sue strutture sanitarie; la mafia che fa salire, con l’addizionale del pizzo, il prezzo dei nostri consumi; la mafia che s’infiltra in una compiacente burocrazia pachidermica che porta alla rassegnazione di chi chiede come un favore, in cambio del voto, tutto ciò di cui ha pienamente diritto; la mafia che si annida nell’incuria dei nostri monumenti e nel vigore del cemento abusivo.

A mani nude restiamo soli a perdere battaglie politiche combattute con armi impari, a mani nude restiamo invisibili ai leader del centrosinistra, a mani nude abbiamo individuato la candidata ideale alla Presidenza della Regione Siciliana, a mani nude abbiamo imposto le elezioni primarie per la scelta del candidato della coalizione, a mani nude le abbiamo vinte, a mani nude stiamo cercando di vincere le elezioni regionali. A mani nude la nostra candidata, con una forza angelica e sovrumana, con le armi della trasparenza e dell’onestà, percorre da mesi le strade della Sicilia parlando alla gente da qualsiasi postazione, anche dal tetto di un camion, e lì dove riesce ad arrivare è amata da tutti. La sua faccia pulita e onesta occhieggia dai nostri muri sovrastata dalle gigantografie degli avversari: troppe, troppo grandi, abbiamo soltanto le lenzuola ai balconi per contrastarle.
Potremmo anche perdere se non capirete tutti che la battaglia è di tutti noi. Il mondo ci guarda: giornalisti stranieri giungono qua, incuriositi da queste strane elezioni, rese ancora più emblematiche dall’arresto del boss Provenzano.
MA L’ITALIA DOV’E’?
Che queste elezioni abbiano un significato enorme lo sa il centrodestra, che, infatti, ha dispiegato forze inimmaginabili. La Sicilia è la sua ultima o più forte roccaforte e queste elezioni possono conferire forza, o togliere forza anche alle gambe del neo governo nazionale di centrosinistra. Noi, voi, ci rendiamo conto di questo?
Si perde quando si è soli e soli non vogliamo essere più, si perde quando i nostri leader pensano di poter vincere con i comizi degli ultimi giorni e qualche manifesto per strada. E’ ovvio che non basta e lo dimostrano le nostre sconfitte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno che voi, veniate in massa a vivere con noi questa primavera di passione politica: leader, dirigenti, movimenti di centrosinistra, intellettuali, artisti, gente di spettacolo, persone oneste. Venite con noi nelle periferie a parlare con la gente, a cantare, a recitare, a tenere comizi in piedi sulle sedie, a sgolarci dai megafoni delle automobili. Se avete il peso per essere ascoltati lanciate appelli pubblici dalle pagine dei giornali nazionali. Altrimenti contattate amici, parenti e conoscenti siciliani, per convincerli a votare per Rita Borsellino e appendere ai loro balconi lenzuoli bianchi con su scritto: RITA PRESIDENTE!."

Palermo, 21 Aprile 2006
Mariadele Cipolla, Comitato XX Settembre per Rita Presidente

Postato da Beppe Grillo il 23.04.06 14:15 | | Scrivi | Trackback

 

Fatelo girare nei vostri blog

5月23日

LA STRAGE DI CAPACI: PERCHE' FALCONE?

Alle ore 17:58 del 23 maggio 1992, sull'autostrada Trapani-Palermo, nei pressi di Capaci, una devastante detonazione uccide Giovanni Falcone, Direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia e candidato Superprocuratore Antimafia, e la moglie Francesca Morvillo, magistrato anch’ essa, da poco atterrati all’Aeroporto di Punta Raisi, provenienti da Roma.

Nell’ attentato cadono anche gli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco di Cillo.

Degli spostamenti di Falcone, per motivi di sicurezza, sono a conoscenza rare persone: fra queste il Ministro e gli uomini dei Servizi di Sicurezza.

L’ assassinio di Falcone va inquadrato nel seguente contesto:

- a Milano è scoppiato il bubbone di “Tangentopoli”, che comincia a scardinare il sistema di Potere in atto e si avvicina ai grandi nomi;

- il giudice Di Pietro per proseguire le sue indagini anche all’estero, dà inizio ad una collaborazione per rogatorie in Svizzera con il giudice Falcone, molto amico della giudice svizzera Del Ponte (durante una visita della Del Ponte a Palermo, ospite di Falcone all’ Addaura, c’era stato un tentativo di attentato contro i due, fortunatamente scoperto);

- la politica italiana è pilotata dagli accordi del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani) che prevedono, dopo le lezioni dell’ aprile1992 l’ elezione di un DC alla presidenza della Repubblica e la nomina di Craxi a Presidente del Consiglio;

- la nuova legge elettorale, a seguito del Referendum proposto da Segni, prevede che ogni elettore possa esprimere solo 1 preferenza nominativa e non più 3 (esprimibili prima con i numeri d’ordine dei candidati nelle liste elettorali): ciò pone l’ esigenza per i partiti di avere candidati noti e di pilotare il voto;

- in Sicilia in quel periodo dominano 3 famiglie di mafia: 1 agisce mediante avvertimenti non sanguinari e appoggia la destra DC; 1 agisce mediante l’ omicidio mirato e appoggia la sinistra DC; 1 agisce mediante l’attentato terroristico e appoggia il PSI;

- l’ equilibrio del potere DC in Sicilia prevede questa situazione: 1 deputato alla destra e 1 senatore alla sinistra a Catania, e simile accordo a Palermo e nel resto dell‘isola, coordinato con le cariche alla Regione;

- prima delle elezioni si verificano dei crimini di mafia: nel settembre 1991 viene ucciso Paolo Arena esponente  DC di Misterbianco, amico di Nino Drago, proconsole della Destra DC a Catania (Drago si ritira subito dalla politica attiva) ; nel novembre dello stesso anno  Pippo Baudo, filo sinistra DC, che aveva dato la sua disponibilità alla candidatura a deputato a Catania, si vede semidistrutta la villa ad Acireale; successivamente, nel marzo 1992, viene assassinato l’ On. Salvo Lima, proconsole della Destra DC a Palermo: la sicura elezione di Baudo avrebbe sconvolto gli equilibri? e l’ uccisione dei 2 rappresentanti della destra sarà stata un avvertimento e una ritorsione ?;

- dopo le elezioni politiche, in ambito DC inizia un lungo braccio di ferro fra i 2 cavalli di razza, Andreotti e De Mita, per l’ elezione a Presidente della Repubblica mentre comincia a venir fuori anche il nome di Craxi, dall‘ opinione pubblica considerato ancora l‘ unico politico con gli attributi: con le indagini di Tangentopoli che ormai lo vedono futuro imputato,una nomina a Presidente della Repubblica (Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura) gli consentirebbe di ostacolare le indagini mentre invece non lo salverebbe la nomina a Presidente del Consiglio ?;

- Cosa Nostra per ogni suo atto persegue sempre più obiettivi: fare un favore a se stessa e fare un favore anche non richiesto agli “amici degli amici”: eliminare Falcone significherebbe eliminare il suo mortale nemico e contemporaneamente bloccare le possibili rogatorie estere ed insieme accentuare nell’ opinione pubblica la richiesta di un uomo forte come Craxi alla guida del Paese dal Quirinale? Ma proprio per scuotere l’ opinione pubblica l’ attentato deve essere devastante ed eclatante: così vuole la famiglia di mafia stragista.

Craxi non fu eletto perché Pannella propose “l’ uomo onesto del Viminale”, a parere di alcuni ricattabile per una questione di “fondi neri”, che il 24 maggio fu  subito eletto. Ma successivamente il nuovo Presidente, visti i tentativi di condizionamento, disse :”Non ci sto!” e sappiamo in che considerazione viene tenuto dai berlusconiani.

"Tangentopoli" decretò la fine di Craxi e della DC. 

E attraverso questi intrecci forse si possono leggere anche altri attentati di mafia degli anni successivi ed avvenimenti politici.

Ne riparleremo..

5月21日

FISCHI E OFFESE DA CURVA, AL SENATO

Per aver manifestato la loro approvazione al programma su cui chiedeva la fiducia il Governo del Professore, 6 senatori a vita su 7 (solo i maschi, quindi) sono stati fischiati al Senato dai rappresentanti della Casa delle Libertà, in veste di “tifosi da curva” e ben sappiamo quali “gentiluomini della tifoseria organizzata” risiedano nelle curve.

I rappresentanti di quella parte politica, che durante la scorsa legislatura ha curato solo gli interessi del proprio elettorato, portando allo sfacelo l’ economia italiana e alla dissoluzione la coesione sociale del Paese,  hanno fischiato e dileggiato eminenti personalità della nostra Società Nazionale, ree di aver apprezzato il “fair play” di un Governo cui stanno a cuore gli interessi di tutta intera la Nazione, come i “tifosi da curva” fanno allo stadio durante le partite di calcio.

Ancora una volta, come negli ultimi 5 anni, portando il cervello all’ammasso, i rappresentanti della “Casa delle Illibertà” si sono piegati al “diktat” di “un, anche se simpatico e abile, Paperon dei Paperoni prestato alla politica e non senza utile personale …”, ricattato dalla Lega .

Ben conoscendo quale irrazionalità e assenza di serenità di giudizio animi i comportamenti dei “tifosi”, facilmente pilotabili da “Masanielli” da strapazzo, e che tipo di onestà regni nel mondo del calcio (il riferimento alla mafiosità e alla corruzione affaristica che vi regnano è pervicacemente ricercato e voluto), mondo nel quale il cavaliere, direttamente e attraverso amici personali lucra rilevanti interessi economico-finanziari, lascio a voi ogni deduzione …..

E quelli che nel Paese dicono di essere moderati o di destra, aprano bene gli occhi in vista delle prossime amministrative .....

5月16日

Il doppio addio

Mai espressioni così antitetiche.
Serena, quella del Presidente Emerito della Repubblica Azeglio Ciampi, mentre si accinge a lasciare il Quirinale, dopo un  faticoso settennato vissuto a temperare la inqualificabile guasconesca irruenza, tutta frizzi e lazzi, dell' anticomunista viscerale cavaliere arcoriano, dal Mausoleo  già pronto ( a quando l'uso?)
Disperata, quella del cavaliere, che, ultimo dispiacere,  ha concluso la sua giornata politica pubblica dando la destra, sulla Flaminia presidenziale, all' 11° Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, un "vetero comunista", secondo lui ed i suoi accoliti.
"Grazie al Cielo è finita", sembra dire Ciampi.
"Grazie al Cielo è finita", diciamo noi, alla fine del pernicioso governo del cavaliere
5月12日

IL 28 MAGGIO

Vota Rita Borsellino per liberare la Sicilia

Una speranza per la Sicilia

(http://www.ritapresidente.it/)

 

Hic Sicilia, hic salta

Sicilia.jpg

L'Italia non cambierà fino a quando la Sicilia non cambierà.
Oggi l'Italia ha una grande opportunità, una grande persona: Rita Borsellino, per la presidenza della Regione Sicilia. Rita dà fastidio a destra e forse soprattutto a sinistra.
Invito chi mi conosce, chi crede in un nuovo Rinascimento italiano, chiunque voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla pubblicamente.
Di seguito una lettera da Palermo sulle prossime elezioni regionali.

" A mani nude i magistrati sono stati uccisi, a mani nude poliziotti e carabinieri hanno cercato nei crateri del tritolo i corpi dei loro colleghi, a mani nude preti coraggiosi sono stati abbandonati nelle loro periferie e poi uccisi o trasferiti, a mani nude i giovani coltivano la terra confiscata alla mafia per vedere i loro raccolti distrutti, a mani nude altri giovani vanno via. A mani nude sono morti giornalisti, imprenditori, liberi pensatori.
A mani nude noi donne e uomini siciliani scendiamo in piazza, parliamo con la gente, aiutiamo le donne e i bambini delle periferie, i senza casa, i migranti. A mani nude combattiamo come meglio possiamo la mafia, da sempre.

La mafia che respiriamo nell’aria dalle esalazioni delle eco-mafie, che unge quelle poche monete e banconote che teniamo in tasca, che ospita nei suoi edifici scolastici i nostri figli, che ci cura nelle sue strutture sanitarie; la mafia che fa salire, con l’addizionale del pizzo, il prezzo dei nostri consumi; la mafia che s’infiltra in una compiacente burocrazia pachidermica che porta alla rassegnazione di chi chiede come un favore, in cambio del voto, tutto ciò di cui ha pienamente diritto; la mafia che si annida nell’incuria dei nostri monumenti e nel vigore del cemento abusivo.

A mani nude restiamo soli a perdere battaglie politiche combattute con armi impari, a mani nude restiamo invisibili ai leader del centrosinistra, a mani nude abbiamo individuato la candidata ideale alla Presidenza della Regione Siciliana, a mani nude abbiamo imposto le elezioni primarie per la scelta del candidato della coalizione, a mani nude le abbiamo vinte, a mani nude stiamo cercando di vincere le elezioni regionali. A mani nude la nostra candidata, con una forza angelica e sovrumana, con le armi della trasparenza e dell’onestà, percorre da mesi le strade della Sicilia parlando alla gente da qualsiasi postazione, anche dal tetto di un camion, e lì dove riesce ad arrivare è amata da tutti. La sua faccia pulita e onesta occhieggia dai nostri muri sovrastata dalle gigantografie degli avversari: troppe, troppo grandi, abbiamo soltanto le lenzuola ai balconi per contrastarle.
Potremmo anche perdere se non capirete tutti che la battaglia è di tutti noi. Il mondo ci guarda: giornalisti stranieri giungono qua, incuriositi da queste strane elezioni, rese ancora più emblematiche dall’arresto del boss Provenzano.
MA L’ITALIA DOV’E’?
Che queste elezioni abbiano un significato enorme lo sa il centrodestra, che, infatti, ha dispiegato forze inimmaginabili. La Sicilia è la sua ultima o più forte roccaforte e queste elezioni possono conferire forza, o togliere forza anche alle gambe del neo governo nazionale di centrosinistra. Noi, voi, ci rendiamo conto di questo?
Si perde quando si è soli e soli non vogliamo essere più, si perde quando i nostri leader pensano di poter vincere con i comizi degli ultimi giorni e qualche manifesto per strada. E’ ovvio che non basta e lo dimostrano le nostre sconfitte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno che voi, veniate in massa a vivere con noi questa primavera di passione politica: leader, dirigenti, movimenti di centrosinistra, intellettuali, artisti, gente di spettacolo, persone oneste. Venite con noi nelle periferie a parlare con la gente, a cantare, a recitare, a tenere comizi in piedi sulle sedie, a sgolarci dai megafoni delle automobili. Se avete il peso per essere ascoltati lanciate appelli pubblici dalle pagine dei giornali nazionali. Altrimenti contattate amici, parenti e conoscenti siciliani, per convincerli a votare per Rita Borsellino e appendere ai loro balconi lenzuoli bianchi con su scritto: RITA PRESIDENTE!."

Palermo, 21 Aprile 2006
Mariadele Cipolla, Comitato XX Settembre per Rita Presidente

5月10日

Viva il Presidente della Repubblica

Oggi Giorgio Napolitano è stato eletto Presidente della Repubblica Italiana.
L' Italia finalmente cambia!
Viva Il Presidente!
5月9日

In primavera è tornato unabomber

Dall' estate del 1994 unabomber colpisce impunito località  concentrate nell’area comprendente le province di Venezia, Treviso, Pordenone e Udine, note in Italia e all‘estero perché di interesse turistico  per motivi sia storici, economici e culturali sia climatici e ambientali.

Per tutti questi motivi in tale area converge turismo internazionale di vario genere tutto l’anno e, in particolare dall’Austria e dalla Germania, quello prettamente vacanziero durante la stagione estiva.

Immagino che le indagini siano state e continuino ad essere complesse e che siano state indirizzate verso ipotesi parimenti probabili, ossia che si tratti di:

- isolato psicopatico o gruppo di balordi;

- delinquenza organizzata, per creare negli operatori turistici ed economici (i più danneggiati) l’ esigenza di una “protezione” o altra forma di più costosa assicurazione;

- terrorismo, finalizzato a creare nell’ opinione pubblica, in Italia e all’estero, la sensazione che nell’area interessata, ove insistono numerose località meta di turismo stanziale, nazionale e internazionale soprattutto estivo, c’ è una condizione di sempre incombente pericolosità e scarsa sicurezza, il che dovrebbe portare a deviare i turisti in altre località ritenute più sicure, con tutte le conseguenze di varia natura.

.

Per come si sono sviluppati gli attentati nel tempo si potrebbe immaginare l’ esistenza di una regia di menti sopraffine, che abbia ricercato sempre più l’attenzione della pubblica opinione pubblica internazionale e nel contempo, con gli attentati contro mamme e bambini, di depistare le indagini verso lo psicopatico.

Vale la pena ricordare che, man mano, il periodo in cui gli attentati si sono svolti s’ è spostato dalla piena estate  - i primi - che hanno creato il panico fra i turisti presenti sul posto ( i quali negli anni successivi è da immaginare si siano recati altrove), quindi all' inverno (e in zona esistono molte stazioni sciistiche), e in seguito, quelli successivi, alla primavera, nel periodo, cioè,  in cui solitamente si effettuano le prenotazioni per le vacanze, ciò che potrebbe aver condizionato i turisti a scegliere altre località e continuerebbe ancora a farlo .

In Croazia ed anche in Slovenia ci sono belle spiagge …….

5月8日

CONTRO TUTTE LE MAFIE

Vota Rita Borsellino per liberare la Sicilia

Una speranza per la Sicilia

(http://www.ritapresidente.it/)

 

Hic Sicilia, hic salta

Sicilia.jpg

L'Italia non cambierà fino a quando la Sicilia non cambierà.
Oggi l'Italia ha una grande opportunità, una grande persona: Rita Borsellino, per la presidenza della Regione Sicilia. Rita dà fastidio a destra e forse soprattutto a sinistra.
Invito chi mi conosce, chi crede in un nuovo Rinascimento italiano, chiunque voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla pubblicamente.
Di seguito una lettera da Palermo sulle prossime elezioni regionali.

" A mani nude i magistrati sono stati uccisi, a mani nude poliziotti e carabinieri hanno cercato nei crateri del tritolo i corpi dei loro colleghi, a mani nude preti coraggiosi sono stati abbandonati nelle loro periferie e poi uccisi o trasferiti, a mani nude i giovani coltivano la terra confiscata alla mafia per vedere i loro raccolti distrutti, a mani nude altri giovani vanno via. A mani nude sono morti giornalisti, imprenditori, liberi pensatori.
A mani nude noi donne e uomini siciliani scendiamo in piazza, parliamo con la gente, aiutiamo le donne e i bambini delle periferie, i senza casa, i migranti. A mani nude combattiamo come meglio possiamo la mafia, da sempre.

La mafia che respiriamo nell’aria dalle esalazioni delle eco-mafie, che unge quelle poche monete e banconote che teniamo in tasca, che ospita nei suoi edifici scolastici i nostri figli, che ci cura nelle sue strutture sanitarie; la mafia che fa salire, con l’addizionale del pizzo, il prezzo dei nostri consumi; la mafia che s’infiltra in una compiacente burocrazia pachidermica che porta alla rassegnazione di chi chiede come un favore, in cambio del voto, tutto ciò di cui ha pienamente diritto; la mafia che si annida nell’incuria dei nostri monumenti e nel vigore del cemento abusivo.

A mani nude restiamo soli a perdere battaglie politiche combattute con armi impari, a mani nude restiamo invisibili ai leader del centrosinistra, a mani nude abbiamo individuato la candidata ideale alla Presidenza della Regione Siciliana, a mani nude abbiamo imposto le elezioni primarie per la scelta del candidato della coalizione, a mani nude le abbiamo vinte, a mani nude stiamo cercando di vincere le elezioni regionali. A mani nude la nostra candidata, con una forza angelica e sovrumana, con le armi della trasparenza e dell’onestà, percorre da mesi le strade della Sicilia parlando alla gente da qualsiasi postazione, anche dal tetto di un camion, e lì dove riesce ad arrivare è amata da tutti. La sua faccia pulita e onesta occhieggia dai nostri muri sovrastata dalle gigantografie degli avversari: troppe, troppo grandi, abbiamo soltanto le lenzuola ai balconi per contrastarle.
Potremmo anche perdere se non capirete tutti che la battaglia è di tutti noi. Il mondo ci guarda: giornalisti stranieri giungono qua, incuriositi da queste strane elezioni, rese ancora più emblematiche dall’arresto del boss Provenzano.
MA L’ITALIA DOV’E’?
Che queste elezioni abbiano un significato enorme lo sa il centrodestra, che, infatti, ha dispiegato forze inimmaginabili. La Sicilia è la sua ultima o più forte roccaforte e queste elezioni possono conferire forza, o togliere forza anche alle gambe del neo governo nazionale di centrosinistra. Noi, voi, ci rendiamo conto di questo?
Si perde quando si è soli e soli non vogliamo essere più, si perde quando i nostri leader pensano di poter vincere con i comizi degli ultimi giorni e qualche manifesto per strada. E’ ovvio che non basta e lo dimostrano le nostre sconfitte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno che voi, veniate in massa a vivere con noi questa primavera di passione politica: leader, dirigenti, movimenti di centrosinistra, intellettuali, artisti, gente di spettacolo, persone oneste. Venite con noi nelle periferie a parlare con la gente, a cantare, a recitare, a tenere comizi in piedi sulle sedie, a sgolarci dai megafoni delle automobili. Se avete il peso per essere ascoltati lanciate appelli pubblici dalle pagine dei giornali nazionali. Altrimenti contattate amici, parenti e conoscenti siciliani, per convincerli a votare per Rita Borsellino e appendere ai loro balconi lenzuoli bianchi con su scritto: RITA PRESIDENTE!."

Palermo, 21 Aprile 2006
Mariadele Cipolla, Comitato XX Settembre per Rita Presidente

5月5日

ATTENTATO A KABUL

Piangiamo ancora una volta per la morte di soldati italiani in terra straniera.

E ancora una volta il lutto invita a interrogarci se sia politica corretta il proiettare uomini in armi fuori dal territorio italiano.

I politici riflettano bene e siano coerenti con la nostra Costituzione.

Non è naturale il mettere nel preventivo di una missione di pace che i propri uomini cadano, uccisi deliberatamente da chi li considera nemici.

Rifiutare di fare uccidere nostri soldati non è segno di vigliaccheria.

5月4日

ANCORA UN PO' DI ARIA FRITTA?

I rischi dell'economismo

L’economismo sta sempre più guidando la vita dei popoli ricchi e a questa tendenza non sfugge neanche l’Italia: tutto è valutato in relazione al denaro ed al profitto.

L’avanzamento tecnologico induce le imprese a ristrutturarsi, ciò che nella realtà significa ricercare l’aumento della bruta produttività ad ogni costo, il che si traduce nell’espulsione dei più vecchi e meno aggiornati dal ciclo produttivo.

Vengono frattanto richiesti alla Scuola giovani già specializzati, belli e pronti per essere inseriti il più presto possibile nel mondo del lavoro.

La Scuola, nel suo volersi adeguare alle esigenze del mondo del lavoro migliora, sì, la loro preparazione tecnica, ma lo fa sempre più a scapito della loro formazione umana, sicché i giovani che ne vengono fuori sono, in effetto, solo delle buone macchine operatrici, ma ancora immaturi e privi della necessaria capacità di critica.

E così essi, a seguito di ciò, diventano facili prede degli effetti condizionanti negativi di certa strategia del consenso, attivata dalle varie parti in giuoco, che utilizzando più o meno efficientemente i media per perseguire i propri fini, ne indeboliscono le resistenze intellettuali e morali.

La religione del profitto, inoltre, riduce sempre più il tempo d’attesa di esso; si vuole tutto e subito: i più ricchi speculano e diventano sempre più ricchi, mentre i più poveri e inadeguati, che diventano anche sempre più poveri, mal si adattano alla loro condizione e sono facile preda della disperazione e del nichilismo.

Sempre più manipolate dai media, che con molta leggerezza (o a bella posta?) diffondono il mito della facile ricchezza e quello della violenza, quale mezzo necessario per procacciarsi la ricchezza o per difendersi dalla violenza delinquenziale, le masse diventano ancor più radicali.

I più disperati delinquono e fra questi molti meridionali, afflitti da lunghe attese di riscatto economico e sociale, ed immigrati.

Da qui, nelle ricche regioni del Nord l’ostilità, al limite del razzismo, verso questi "diversi", ostilità accresciuta in conseguenza della facile propaganda di capipopolo che predicano "legge e ordine" sopratutto nei confronti di questi "diversi", ai quali vengono attribuite, spesso senza lo straccio di una prova, tutte le possibili nefandezze.

Da qui la protesta contro il costoso ed inefficiente Stato, che chiede troppe tasse per sostenere un arcaico welfare (oltre che per pagare i debiti fatti per arricchire il già ricco Nord), ed il facile consenso verso chi promette meno Stato e meno tasse come è accaduto anche nelle recenti elezioni.

Bisogna fare una pausa di riflessione e trovare urgenti rimedi ad una situazione sempre più degradata, che potrebbe degenerare e attivare tendenze dissolutrici dello Stato e della coesione sociale.

Gli inesperti allievi aspiranti stregoni del mondo della propaganda politica continuano a mobilitare energie e comportamenti che rischiano di interagire sinergicamente e di determinare conseguenze nefaste, che possono sfuggire ad ogni possibilità di controllo.

5月3日

E NELL' ATTESA, UN PO' DI ARIA FRITTA?

 

FARE SISTEMA PER IL RISANAMENTO E LO SVILUPPO IN ITALIA E IN EUROPA

1. Sistema Italia?

Riferirsi al "Sistema Paese" è la via maestra da seguire per affrontare i complessi problemi da risolvere per riportare l’Italia nel novero delle Nazioni sviluppate.

Continuare a parlare aprioristicamente del Mezzogiorno come problema è limitativo.

E’ tutto il contesto nazionale che abbisogna di aggiornamento e potenziamento.

E il decollo si avrà partendo dall’adeguamento e potenziamento del sistema di reti in relazione alle vocazioni potenziali di questa nostra terra intesa come unico "sistema socio-economico-culturale".

E’ questa la priorità.

Che poi accada che, in conseguenza, i maggiori sforzi possano e debbano essere rivolti verso il decollo del Mezzogiorno, ciò sarà un vantaggio per tutti. Anzi ad esserne avvantaggiate saranno prioritariamente le già pronte e potenti lobby finanziarie del già ricco Nord.

La ripresa dello sviluppo passa, come dopo la crisi del ’29, attraverso investimenti pubblici in debito di bilancio, nel rigoroso rispetto dei vincoli del patto di stabilità, ed una giusta e corretta fiscalità progressiva, la sola che (assieme all’inevitabile naturale inflazione) consente il recupero "ex post" del pubblico disavanzo. Dalla crisi del ‘29 si usci definitivamente attraverso alti e bassi solo dopo la 2^ Guerra Mondiale e questa crisi che attraversiamo dal ’92, dopo la dolorosa e necessaria manovra Amato per entrare in Europa, non ne è differente come andamento, entità e complessità dei problemi.

Il risanamento e l’avanzo primario si otterranno non attraverso manovre finanziarie che prevedano tagli di spesa ( perché i tagli di spesa da sempre si concludono in riduzione dei consumi ed innescano la spirale perversa "minori consumi-minore produzione-riduzione dell’occupazione-riduzione dei redditi disponibili–riduzione dei consumi- ecc." ossia l’avvitamento in una recessione senza fine). Il risanamento lo avremo riqualificando la spesa pubblica indirizzandola verso quei consumi e servizi che inneschino investimenti produttivi e innovativi per provocare la spirale virtuosa che già negli anni ’50, in altro contesto, portò al boom economico.

La ricchezza della Nazione, in sintesi, passa attraverso una più efficiente Pubblica Amministrazione (che con i suoi dipendenti a reddito non precario e le sue commesse consente alle Imprese una programmazione degli investimenti con elevata probabilità di profitto) e attraverso Grandi Imprese (anch' esse con dipendenti non precari) che stimolate dalla Spesa Pubblica Corrente e dai Pubblici Investimenti nel Sistema di Reti, alimentino l’attività di Medie e Piccole Imprese dell’ Indotto e in conseguenza alimentino il mercato del lavoro non precario.

2. E se invece parlassimo di Sistema Europa?

Già, ma perché parlare solo di Sistema Italia, oggi che la crisi attanaglia tutti i paesi della vecchia e della nuova Europa? Ciò è semplicemente provinciale e riduttivo!

Un vero effettivo rilancio potrà nascere da politiche economiche coordinate, armonizzate elaborate in ambito Consiglio d’Europa, nell’Ecofin, con la partecipazione dei vari Ministri delle Finanze, del Presidente della BCE e dei Governatori delle varie Banche Centrali .

Quanto detto riguardo all’Italia dovrebbe essere fatto a livello Europeo partendo appunto da una corretta analisi della situazione globale europea che porti ad individuare sia i grandi lavori per il completamento e potenziamento del sistema di reti sia le grandi aree di crisi. Per tali fini si rende necessario un grande piano di investimenti in deficit spending pari per lo meno al 3% del PIL europeo annuale ( il 3% di deficit "ex ante" è il parametro del Patto di Stabilità e Sviluppo definito in tale misura perchè viene riassorbito "ex post" dalla naturale fisiologica inflazione dell 1,5-2 % e dall' aumento delle entrate fiscali conseguenti all'aumentata propensione ai consumi, data dalla maggiore disponibilità del numero di redditi da spendere  per l'aumento dell'occupazione). Bisogna superare i momentanei egoismi nazionali con la coscienza che se non nel breve, sicuramente nel medio e nel lungo periodo il vantaggio sarà generalizzato. Bisognerà accelerare l’armonizzazione delle varie politiche di spesa ma sopratutto bisognerà rilanciare l'idea di un' Europa unita con una Costituzione nata non dai compromessi fra gli egoismi nazionali, come quella elaborata dalla Convenzione Europea presieduta da Giscard d'Estaing, ma nell'ambito di una vera e propria Assemblea Costituente eletta democraticamente dai popoli dei singoli Stati, espressione della volontà dei cittadini, stavolta realmente costruttori dell'Europa e, di fatto, europei.

Questa dovrebbe essere l'aspirazione delle giovani generazioni perchè solamente in un' Europa politicamente unita e solidale possono trovare la soluzione efficiente ai tanti problemi che attualmente rendono il loro futuro molto precario.

5月2日

FINALMENTE!

ERA ORA!
FINALMENTE ABBIAMO UN EX!
ANCHE SE STA ANCORA LI'. PERO' E' INNOCUO SUL PIANO COSTITUZIONALE E NON PUO' PIU' FARE DANNI!