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2月25日 LA SCUOLA CHE CI VUOLETenuto conto che: - andiamo sempre più verso una realtà in cui l' aumento della vita media porta ad aumentare i limiti d’età per il pensionamento e quindi ad allontanare nel tempo sia la creazione di vacanze organiche nel mondo del lavoro sia l’inserimento dei giovani in tale mondo;
- il cittadino italiano è legalmente maggiorenne a 18 anni (e quindi responsabile di scegliere il suo futuro) - la qualità della vita è tanto più elevata quanto maggiore è la capacità di ciascuno di apprezzare criticamente le cose dello Spirito, ad esempio l’Arte in ogni sua espressione; - il mondo del lavoro richiede, anche per quelle che una volta erano le professioni più umili, una formazione professionale sempre più sofisticata e aggiornabile, alla cui base sta una elevata preparazione scientifica, la conoscenza delle lingue e dell’informatica (scienza che si rinnova giornalmente); é da parecchi anni che penso che compito della Scuola dovrebbe essere il contribuire a - - formare la persona umana;
- formare il cittadino; - attribuirgli la formazione scientifica di base per affrontare gli studi successivi per conseguire un’ adeguata qualificazione professionale. Ciò posto, è da parecchi anni, quindi, che vagheggio per i ragazzi italiani la Scuola obbligatoria almeno fino al raggiungimento della maggiore età, una Scuola però ad indirizzo unico, dopo quella che una volta era la licenza media, con programmi unificati in campo nazionale: un unico liceo, un melting pot tra i vecchi licei classico e scientifico e l’istituto tecnico-commerciale. Questo il discorso di base che ritengo valido, salvo prova contraria, sul piano degli obiettivi e sulla conseguente organizzazione dei cicli scolastici, che chiamerei ancora con i loro vecchi nomi, ossia: - scuola materna fino a 5 anni; - scuola elementare; - scuola media inferiore; - liceo. Ovviamente, l’inserimento nel mondo del lavoro richiederebbe un ulteriore ciclo di studi di specializzazione (oggi chiamato “laurea breve”) per affrontare qualunque tipo di professione di non elevata qualificazione, ciclo di studi che potrebbe anche essere il primo gradino per una laurea tecnica. Non mi dilungo sui contenuti dei programmi, sulla tecnica didattica e sul metodo. Da quello che leggo, ascolto e vedo, l’attuale, organizzazione scolastica nazionale attribuisce un’ enorme autonomia alle singole scuole già nello stesso Comune,dove si intrecciano in maniera confusa organizzazione, programmi, tecnica didattica e metodo e si capisce solo che “ l’ offerta formativa”( questi benedetti termini aziendali che fanno diventare "clienti" gli studenti mi sanno tanto di “marketing”) ha come obiettivo fondamentale il preparare i giovani ad essere a 18 anni , se non prima, pronti e badile in spalla (lima, martello, cacciavite, saldatrice e chessò altro) ad andare presso la prima agenzia a offrirsi come “lavoratori” a tempo determinato.
2月21日 I GUAI CUI ANDREMO INCONTRO SE ......I GUASTI DELLA POLITCA ECONOMICA DEL PdL Attenzione: il partito del cavaliere si presenta con un programma che in economia persegue gli stessi obiettivi del 2001, sullo stile delle “reaganomics”. A posteriori, per i risultati conseguiti, si potrebbe pensare che in quei cinque anni di governo del cavaliere la politica economica italiana sia stata in mani di dilettanti allo sbaraglio. Errore! La politica economica italiana è stata in mani di persone con le idee chiare! Basta guardare, appunto, quello che è accaduto nel campo economico e in quello fiscale. Primo: è stata condotta una politica fiscale deliberatamente tesa a favorire il proprio elettorato, formato per buona parte di percettori di reddito elevato che si sono visti ridurre vistosamente l’IRPEF e che ha ridotto sostanziosamente le entrate fiscali . Ciò ha concorso all’ aumento della voragine del debito pubblico, a quello del rapporto deficit/PIL, ha annullato l‘ avanzo primario e determinato la riduzione degli interventi pubblici in campo socio-economico-culturale .Secondo : è stata condotta una politica dei prezzi deliberatamente tesa alla ricerca dell’incremento dell’inflazione reale per incrementare le entrate da IVA pagata dai consumatori, per controbilanciare il decremento di entrate da IRPEF. Tale politica per 5 anni ha tenuto l’Italia in recessione in quanto, a causa dell’inflazione reale, si sono ridotti drasticamente i consumi privati con conseguente caduta e appiattimento del PIL deflazionato.Ciò si è risolto in un ulteriore aumento del deficit, del debito e dello sforamento dei vincoli del patto di stabilità.Terzo: sono stati fatti interventi (manovre finanziarie) tesi a ridurre la spesa pubblica (contro ogni indicazione contraria della scienza economica) che si sono risolti in un ulteriore riduzione dei consumi (quindi della produzione di beni e servizi, quindi dell’occupazione) e in ulteriori danni per le classi più deboli.Ma ovviamente tutto quello che di male è accaduto in Italia durante il governo del centro-destra guidato dal cavaliere è colpa dell’Euro e dell’11 settembre…… Adesso si ripresenta all’ elettorato con gli stessi intenti berluscon-reaganiani. Ricordiamocelo andando al voto il 13 aprile 2月15日 IL FEDERALISMO?NO, GRAZIEIL FEDERALISMO IN ITALIA? NO, GRAZIE. Se facciamo lo sforzo di proiettare la nostra mente verso il futuro non possiamo fare a meno di vedere, prima o poi, la nascita dell’Europa politica, ovvero di una Federazione di Stati Europei con un’unica politica estera, un’unica politica militare, un’unica politica economica e soprattutto con politiche di spesa armonizzate ( leggasi welfare ovvero previdenza, sanità e istruzione, sistema di reti, ecc.).Questa Europa per essere efficiente richiederà l’esistenza di singoli stati fortemente centralisti , pena l’intrecciarsi di reti burocratiche di vario livello che a quest’ Europa toglieranno capacità di rapida reazione alle sfide che già si presagiscono: centri specializzati prevedono che il PIL della Cina nel 2018 sorpasserà quello dell’Europa e nel 2040 (se non prima) quello degli USA . E se alla Cina poi uniamo l’India (oggi gli studiosi di Geopolitica parlano di Cindia)…… Nonostante sia legge di natura da sempre che tutti organismi animati tendano ad aggregarsi in organismi più grandi, in Italia, da anni, una ben determinata forza politica (la Lega Nord) si affanna a rincorrere un “ fumoso federalismo” quasi secessionista che rischia di dividere la Nazione in 20 piccole Italiette egoiste e provinciali, non idonee, soprattutto, a sopravvivere sotto ogni aspetto al futuro che ci si prefigura. Non c’è chi non veda in questo “federalismo”, oggi ancora all’ordine del giorno, un andare contro la logica della Storia ma soprattutto la vittoria di una parte politica cui stanno a cuore i propri interessi di bottega e quelli del proprio elettorato, ossia dei percettori di redditi elevati di una certa parte d’Italia, che tali redditi hanno lucrato grazie al lavoro ed ai consumi di buona parte degli italiani Chi si intende di Economia sa quali danni nascono da una visione striminzita dei fenomeni macroeconomici. A questi aspetti economici si aggiungono poi gli effetti negativi sui sistemi scolastico, sanitario,ecc. Andare contro la logica della Storia crea danni: ne tengano conto quanti si fanno incantare da chi vuole cambiare l’Italia. Cambiare si deve,sì, ma in meglio, non in peggio.
2月13日 IL FASCINO DEL RICCO IN POLITICANel tempo va sempre più prendendo valore l'affermazione che il ricco è un genio:se si è fatto ricco da sè, potrà fare ricchi anche noi. E così, a volte, per consolarmi delle delusioni che spesso mi danno i connazionali, e non solo, rileggo gli scritti di un vecchio saggio americano-canadese, molto ben conosciuto, e in particolare le righe che seguono.
2月2日 DIMEZZARE LE REGIONI?"Dire che un’ azione fortemente necessaria è politicamente o socialmente impraticabile è la prima (e talvolta unica) difesa di chi si oppone al cambiamento” (John Kenneth Galbraith:La Buona Società) Qualche migliaio di incapaci e corrotti politici (di destra-centro-sinistra) e amministratori pubblici (del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole) per difendere meschini interessi personali o delle conventicole che li sostengono, stanno svilendo lo spirito degli italiani, facendo perdere loro l’ orgoglio e la voglia di appartenere a questo benedetto paese Paese cui madre natura ha dato TUTTO quello che serve per essere la Patria ideale Qualcuno, grossolanamente, parla di Azienda Italia e vorrebbe in Politica applicare i propri metodi di amministrazione aziendale: sono spesso degli imprenditori (o loro accoliti politici) che solo un complesso di leggi amiche ha spesso salvato dal fallimento o dalle patrie galere Altri, correttamente, di Sistema Italia, ossia di un complesso geopolitico dinamico con una missione cui riferirsi per affrontare gli innumerevoli problemi interdipendenti da risolvere per riportare l’Italia nel novero delle Nazioni sviluppate. La soluzione dei problemi politico-sociali , dai più semplici ai più complessi, è insita nella chiara e completa presa di coscienza di essi, nell’ analisi razionale dei fattori che li configurano, nella corretta valutazione dell’ incidenza e influenza di ciascuno di essi sia nei rapporti reciproci sia nella/e soluzione/i efficiente/i, Ecco, di seguito, cosa ritengo sia necessario. Primo: preventivamente bisogna prendere coscienza di cosa è il Sistema Italia. nel contesto geopolitico europeo e mondiale attuale e, per quanto possibile, del prossimo futuro e, quindi, quali missioni deve perseguire. E’ un paese culturalmente avanzato (quali carenze e quali punte d’ eccellenza possiede?) un paese industriale d’ avanguardia (che tipo di industrie bisogna privilegiare?), un paese ad alta densità di servizi di elevato livello (che tipi di servizi?), un paese ad economia mista (con quali proporzioni?) ? Secondo: ricercare le cause che non consentono a questo Sistema di essere effettivamente efficiente. E’ adeguata la sua struttura politico amministrativa in relazione all’ efficienza richiesta dall’ attuale contesto politico europeo e mondiale? Un’ analisi dell’ inefficienza della macchina politico amministrativa ci porta a vedere come essa sia causa fondamentale dell’ eccesso di spesa pubblica, della voragine del debito pubblico, dell’ eccesso di burocratizzazione delle decisioni a qualunque livello. La soluzione non è il federalismo ma un forte centralismo con la riduzione del numero delle Regioni a 10-12, l’ eliminazione delle Province, l’ accorpamento dei piccoli comuni in realtà demografiche più consistenti e il decentramento amministrativo secondo le regole del PPBS (programming-planning-budjeting system). In questo, lo Stato dirama le linee programmatiche generali di politica di governo, le regioni - preso atto delle esigenze periferiche - inoltrano al centro le esigenze in ordine di priorità, lo Stato attribuisce a ciascuna regione i fondi secondo le esigenze e disponibilità e la pertinenza con le linee programmatiche. Terzo: adeguare il sistema di reti del quale l’ ossatura centrale dovrebbe essere pianificata, finanziata e controllata a livello centrale mentre alla periferia (regioni) dovrebbe essere affidato il rimpolpamento coordinato di esso secondo direttive centrali, nel contesto del sistema Italia . Quarto: armonizzare il sistema preposto alla sicurezza correggendo l’ eccesso di dispersione in troppe istituzioni delle forze ad esso addette e attualmente dipendenti contemporaneamente da più ministeri anziché da un’ unica istituzione responsabile. Quinto: rendere più giusto il sistema fiscale. E in attesa di commenti e critiche , mi fermo quì. 2月1日 CHI DETTA LA POLITICA SOCIALE IL ITALIAIN ATTESA DELLE ELEZIONI RIFLETTIAMO SU QUESTIONI RECENTI:SERVIRA' AL MOMENTO DEL VOTO.
Il fatto è che che quello che oggi chiamiamo Italia è stato da sempre o quasi un paese a sovranità limitata per la sua situazione geopolitica. Non mi rifaccio a tutta la Storia, perchè sennò dovremmo tornare indietro di almeno 3 millenni.
Negli ultimi 196 anni abbiamo avuto:la nascita della Mafia, la conquista savoiarda del Sud e dei territori papalini, la scissione socialista -che portò al fascismo- sostenuta dalla Francia, l' annessione del triveneto (scusate se parlo a volo d' uccello), 2 Patti lateranensi, la sudditanza agli USA padroni della NATO e qualcos' atro che al momento non mi sovviene.
Nonostante tutto siamo riusciti a fornirci di due leggi di interesse generale quali il divorzio e l' aborto.
Bene su queste due leggi, da quando il papa tedesco ha avuto a che fare con le chiavi di S.Pietro, si è abbattuta con continuità la condanna vaticana e l' invito ai politici a rivoltarle. Inoltre, nonostante un paese cattolicissimo come la Spagna abbia regolamentato le unioni di fatto, senza vincoli di sesso, da S.Pietro arrivano con continuità richiami all "normalità" intesa come "omofobia" ogni qualvolta si cerchi di fare un discorso non integrista in materia (il fatto non mi riguarda personalmente, a scanso di equivoci).
Non è questa una continua intromissione negli affari interni italiani? Un capo di stato estero che continuamente ostacola il cambiamento in Italia, una volta vestendosi da Papa Re, una volta da Vescovo di Roma, una volta da intellettuale cattolico, poteva allegramente andare alla Sapienza ad ammannire una serie di sillogismi che portano a dire che la Fede è superiore alla Ragione e che la Fede cristiana (cattolica) è quella che ci vuole per pilotare la ricerca scientifica? Questo mi va bene per una lezione di catechismo in parrocchia ma non nell' Aula magna della più prestigiosa università iltaliana.
Se è vero che solo pochi professori si sono dichiarati contrari all' invito al Papa Re - Vescovo di Roma, divento ancora più pessimista sui destini di questo Paese: ma chi insegna all' Università? |
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