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日志


2月28日

QUANTI CIALTRONI

Ieri sera ho assistito a pochi minuti di "Ballarò".Ho chiuso la televisione schifato dalla cialtroneria e dalla sguaiataggine dei politici partecipanti. Non faccio nomi per carità di patria. Sembravano cani ringhiosi attorno a un osso. In particolare una petulante signora (?) dai capelli rossi facente parte di un' organizzazione di iniziazione politica giovanile, con una fastidiosa voce dal chiaro accento meneghino, prendeva la parola starnazzando ad ogni piè sospinto e non consentiva a chi di turno cercava di esporre le sue ragioni, di parlare. A nessuno degli intervenuti era permesso di esprimersi, senza che altri sovrapponessero i loro strilli, senza farsi capire, dando un pessimo esempio di quella che è la vera passione politica democratica.
Questi sarebbero quelli che dovrebbero educare le giovani generazioni alla politica e dare alle masse il senso della dialettica parlamentare.
Questi sono la causa del peggioramento del clima politico e sociale del Paese. Questi insegnano solo che ha ragione chi urla e picchia più forte.
Fra poco ci sarà il voto di fiducia sui 12 punti di Prodi e ascolteremo discorsi fatti di aria fritta.
Certamente, comunque vadano le cose, ci aspettano mesi, se non anni, scandalosi con questi cialtroni.
Tutti quanti presi bellamente per il bacino da Maurizio Crozza all' inizio della trasmissione.
2月24日

FINIAMOLA COL TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO

Finiamola col “tanto peggio tanto meglio”.

Questo Paese abbisogna di pace sociale e di tranquillità politica per qualche anno, onde risanare i disastri combinati nei 5 anni della scorsa legislatura dal cavaliere e dai suoi sodali e non prendere troppo distacco dagli altri Paesi del Primo Mondo nella corsa all’ adeguamento delle sue strutture alle esigenze del futuro che avanza sempre più rapidamente.

C’ è da ricostituire la coesione sociale abbandonando gli egoismi localistici indotti da deviazioni del naturale senso di appartenenza al proprio Campanile verso la chiusura alla solidarietà non solo nazionale.

C’ è da fronteggiare minacce terroristiche immanenti e di imprevedibile provenienza e natura con idonee misure di sicurezza senza intaccare la libertà dei singoli e delle collettività.

C’ è da risanare i conti pubblici, impresa immane nonostante l’ ottimismo responsabile degli addetti ai lavori: pretendere a breve una maggiore moderazione nella politica fiscale e l’ accelerazione dei miglioramenti salariali e previdenziali è segno di misconoscenza della vera situazione disastrata dell’ economia nazionale. Al miglioramento (tutto da verificare) di certi parametri corrisponde l’ accelerazione del Debito Pubblico, che deve essere ridotto drasticamente e saggiamente.

C’ è da ridare competitività al Made in Italy in un contesto in cui la competitività dipende dall’ adeguatezza del Sistema Paese ed il nostro è in una condizione di grave ritardo nei confronti dei nostri competitors .

C’ è di recuperare la credibilità in Politica estera distrutta dal cavaliere: le condizioni geopolitiche dicono che l’ Italia è un Paese cerniera fra varie culture ed economie, l’ appendice mediterranea dell’ Europa (la TAV, pertanto, è un' esigenza prioritaria), il polo di irradiamento globale verso il resto del mondo. L’ attivismo dalemiano ci ha fatto riguadagnare rispetto, credibilità e prestigio.

Ed eccoci al punto: la Sinistra radicale ha dimostrato di vivere fuori dal mondo, di avere non solo scarso senso della realtà ma anche ignoranza in macroeconomia, geopolitica e, diciamolo pure, dei trattati internazionali.

Col suo comportamento irresponsabile ha rischiato di compromettere 9 mesi di faticosa politica interna ed internazionale.

E’ sperabile che la crisi politica apertasi la sera del 21 febbraio si sia conclusa positivamente grazie anche all' appoggio diretto alla politica dei 12 punti irrinunciabili del Presidente Prodi da parte del Sen. Marco Follini , cui bisogna riconoscere onestà intellettuale, elevato senso dello Stato, impareggiabile sapienza politica .

E’ auspicabile che al Sen Follini, si uniscano altri amici dal pari sentire.

Ringraziamo frattanto il Sen. Follini per averci sottratto al rischio incombente di una campagna elettorale, condotta senza risparmio di colpi bassi da parte della coalizione formata dal cavaliere e dai suoi sodali : il possesso da parte del cavaliere di più del 50% dei media nazionali, consente a FI e ai suoi alleati di attuare con continuità una martellante strategia del consenso, attraverso la subliminalità dei messaggi, capace di persuadere anche il più ideologizzato vetero-comunista a votare per loro o di astenersi.

Gia conosciamo i danni prodotti dalla politica berlusconiana, dalla strage di Nassirija alla disastrosa situazione dei conti pubblici, alla disperazione delle giovani generazioni per la mancanze di prospettive positive per il loro avvenire.

Sarebbe criminale riportarlo al governo del Paese

 

2月23日

LETTERA APERTA AL SEN. FOLLINI

Certo non sarebbe idea peregrina quella di scrivere una lettera aperta al Sen. Marco Follini del tenore di quella che segue.Per farlo materialmente l' e-mail sua è info@marcofollini.it oppure follini_m@posta.senato.it .
 
Esimio Senatore Follini,
pur essendo io un accanito sostenitore del centrosinistra, L'ho sempre ammirata quale persona di elevata integrità morale che ha avuto a cuore prioritariamente il bene del Nostro Paese.
Questi sono i giorni in cui il Nostro Paese ha bisogno di una sua definitiva scelta di campo a favore di Romano Prodi e i suoi 12 punti..
Lei sa quali pericoli si prospettano nell' eventualità di una risoluzione dell' attuale crisi di governo che preveda il ricorso anticipato alle urne.
Il possesso del cavaliere di più del 50% dei media, consentirebbe a FI e suoi alleati di attuare una martellante strategia del consenso, attraverso la subliminalità dei messaggi, capace di persuadere anche il più ideologizzato vetero comunista a votare per loro o di astenersi.
Non consenta che tale iattura si abbatta sul Nostro Paese: Lei ben conosce i danni prodotti dalla politica berlusconiana, dalla strage di Nassirija alla disastrosa situazione dei conti pubblici, alla disperazione delle giovani generazioni per la mancanze di prospettive positive per il loro avvenire.
Chi Le scrive non ha niente da guadagnare o da perdere quale che sia il Governo: ha già vissuto ben 71 anni ed ha orizzonti di vita limitati.
Ha solo a cuore il bene e l' avvenire di questo Paese, per il quale ha lavorato in gioventù.
Senatore, La prego faccia la scelta giusta: le fortune dell' Italia sono anche nelle Sue mani. Appoggi Romano Prodi e persuada i Suoi amici più fidati ad appoggiarlo.
La ringrazio per l' attenzione.
Molto cordialmente,
Nonno Nino  
 
Che ne pensate? La questione PACS (o DiCo) è un problema trasversale e potrebbe essere risolta con una legge di iniziativa parlamentare, che troverebbe sicuramente ampi consensi in Parlamento
2月22日

CHIARIAMOCI LE IDEE SULLA POLITICA ESTERA E MILITARE

Per meglio comprendere la portata dei problemi che stanno dietro la caduta del Governo Prodi, diamo un' occhiata a ciò che sottostà alla nostra partecipazione alla Missione ISAF in Afghanistan e all' ampliamento della base Usa a Vicenza.

Non è un mistero che la politica estera e militare americana è pilotata da una lobby affaristica militare-industriale costituita dal management delle Grandi Corporation il cui obiettivo é massimizzare i propri profitti (del management, così diceva John K. Galbraith, che operando all‘ interno dell‘ amministrazione USA le questioni le conosceva bene ). Una lobby che nel tempo ha condizionato fior di Presidenti, qualcuno dei quali ci ha lasciato la vita o la carica.

Alla base sta la politica estera indirizzata direttamente o indirettamente al controllo sia dei Paesi su cui giacciono le principali fonti di energia e le materie prime di interesse industriale, sia dei paesi interessati al loro transito e trasporto (quelli attraversati da oleodotti e gasdotti, con porti specializzati, ecc.), mentre la politica militare, sostiene la prima, attraverso lauti stanziamenti per la Difesa con conseguenti ricadute positive sulle Grandi Corporation, che direttamente o indirettamente lavorano nel settore della Difesa, nei cui management, guarda caso, hanno incarichi di rilievo ex militari di alto rango .

Dopo la fine della 2^ Guerra Mondiale la politica militare USA sempre più indirizzata all’ autodifesa preventiva del suolo patrio (il che è ineccepibile e giusto) è stata proiettata ad avvolgere il pianeta in una fitta rete di alleanze (fra cui la NATO) , nelle quali vige il principio che l’ aggressione ad uno degli Stati membri è da ritenere un’ offesa a tutti gli alleati.. L’ adesione di uno Stato ad una alleanza è connessa all’ accettazione sul proprio territorio di basi militari sotto il controllo USA.

Va da sé che nelle basi americane all’ Estero esiste armamento nucleare pronto all’ uso e depositi di armi nucleari, oltre che normale armamento convenzionale.

E’ lapalissiano che in un malaugurato periodo di tensioni internazionali, le basi militari USA all’ Estero possano diventare obiettivi di 1^ priorità dei “nemici” degli USA.

La Strategia militare americana è andata evolvendo nel tempo.

Inizialmente gli USA erano l’ unica potenza nucleare e la dottrina militare americana, era quella ispirata al principio della “rappresaglia massiccia” (se provi ad aggredirmi, con le mie bombe nucleari ti distruggo) .

Successivamente, a seguito dell’ avvento sovietico e poi anche cinese fra le potenze nucleari, il principio guida fu quello della “risposta flessibile” (a seconda di come tu mi aggredisci, io reagisco in modo sproporzionato con l’obiettivo di farti abbandonare rapidamente il campo).

Ultimamente, dato che in 4 continenti su 5 fra alleati e probabili “nemici” esistono numerosi paesi in possesso di armamento nucleare e che i maggiori pericoli per gli USA vengono dal terrorismo o dai paesi a guida dittatoriale, che, guarda caso sono per buona parte paesi implicati nel possesso o trasporto di materie prime, petrolio e gas, la vigente dottrina militare USA è guidata dai princìpi della “guerra asimmetrica” (se i terroristi hanno base in uno Stato, io li attacco in quello Stato, senza preoccuparmi di danni collaterali sui civili di quello Stato e senza frapporre remore di Diritto internazionale) e della “guerra preventiva” (se ho il sentore che uno Stato in avvenire possa rappresentare un pericolo, lo distruggo subito, quali che siano le opinioni altrui, e poi si vedrà).

E' in tale contesto che vanno inquadrate le due questioni che oggi agitano la Politica italiana e che rischiano di sfasciare l' Italia (finanziamento della missione in Afghanistan e potenziamento della base USA di Vicenza).

Tali questioni si risolvono solo dopo una revisione multilaterale dei trattati almeno in ambito UE e Nato.

Bruciare bandiere americane, sventolare bandiere arcobaleno al grido di “No war“ è un non senso, fino a quando al mondo ci sono dittature armate fino ai denti, come l' Iran.

C' è il rischio inoltre che l' avvento di India e Cina fra le grandi Potenze economiche (abbisognevoli di materie prime e di fonti di energia) e la recente ripresa di coscienza della Russia del suo ruolo di Grande Potenza, creino  altri focolai di tensione.

E' ora che la sinistra radicale italiana si renda conto della realtà: "non è più l' era delle dottrine; questa è l' era del giudizio pratico (ovviamente di J.K.Galbraith)".

Quanto hanno scritto Marx ed Engels valeva per il contesto in cui vivevano.....

Turigliato e Rossi è bene che studino un pò di macroeconomia, geopolitica e storia.

E non solo loro

2月21日

LA POLITICA ESTERA DEL GOVERNO BATTUTA AL SENATO

Qualche minuto fa il Governo è stato battuto al Senato sulla risoluzione relativa alla Politica estera, grazie al comportamento infantilmente suicida e privo di senso della realtà di pochi senatori della sinistra radicale dei "pacifisti senza se e senza ma" che non vogliono capire che nei Paesi del Primo Mondo il tempo delle Rivoluzioni è già finito. "Non è più il tempo delle dottrine; questa è l' era del giudizio pratico" (J.K.Galbraith). E il giudizio pratico avrebbe consigliato di andare avanti passo dopo passo, tenendo conto del contesto in cui viviamo,anche contro ogni desiderio di rivoltare rapidamente l' Italia come un calzino, cosa che in effetti è ciò che si deve fare.
Adesso invece rischiamo di ritornare alle urne con l' ulteriore rischio di ritrovarci ad essere governati dai berlusconiani, data la caduta verticale di consensi del centrosinistra.
Io ho fatto il mio tempo ma per i giovani si presentano anni duri, peggiori di questi passati.
Altro che DICO! Saranno obbligati a seguire corsi di rieducazione alla "normalità", tenuti magari da allievi dell' Eminenza di Littizzettiana memoria.....
 
 
 

Politica estera: sopravviverà il Governo?

Al momento è in atto il voto al Senato sulla mozione dell' Unione favorevole alla Politica Estera del Governo.
Il risultato è in bilico per qualche voto, dato il persistere della Sinistra Radicale in un atteggiamento irragionevole di "pacifismo senza se e senza ma".
Se la mozione non avrà la maggioranza, in teoria il Governo dovrà dare le dimissioni.
Ovviamente questo significherebbe riandare al voto, con tutti i rischi che ciò comporterebbe data la caduta verticale di consensi del centrosinistra nel Paese.
Ma questo significa anche che in Parlamento siedono nei banchi del centrosinistra elementi che definire sconsiderati e infantili è un eufemismo.
Che vergogna potersi ritrovare in un' Italia berlusconiana!