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日志


10月28日

E' TEMPO DI POESIA E DI SPERANZA

"C' E' TEMPO"(I. Fossati)
(per gentile concessione di Nunciafazzucchiù http://chimico.spaces.live.com/)
 
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

10月19日

CHE FARE?

          
E ADESSO CHE LA CRISI FINANZIARIA STA FINENDO? COME SEMPRE E' TEMPO DI KEYNES!

Per non aggravare gli effetti della crisi finanziaria(http://nonnonino.spaces.live.com/blog/cns!D3E6358A9E43A63B!2064.entry ), ormai quasi risolta, sono necessari due ordini di interventi da parte dello Stato :

  • misure immediate a sostegno diretto dei consumi;
  • misure pianificate volte al sostegno e all’ incremento dell’ occupazione (con conseguente mantenimento immediato anche di quella pubblica,rendendola più efficiente), e allo sviluppo.

Ma andiamo con calma, sperando che i Paesi emergenti, fortemente creditori in Dollari ed Euro, non avviino politiche avverse ad una ripresa delle economie occidentali.La saggezza dei loro Capi (Putin a parte) lascia pensare che sapranno leggere nel futuro, che comunque vede i loro Paesi, appunto, emergere.

Primo: possiamo dire che la crisi finanziaria sia finita?

Come nel 1929, c’ è stato un susseguirsi di riunioni di vertice e le conclusioni di ciascuna altro effetto non hanno prodotto che aggravare la crisi con vistosi crolli degli indici.Se guardiamo agli attuali valori degli indici delle varie Borse, che, nella loro discesa, rispetto a quelli dell‘agosto 2007 (gonfiati dalla speculazione), hanno ormai raggiunto valori ragionevoli (quelli, cioè, che si sarebbero avuti nel tempo mediante la naturale corretta loro crescita, parallela alla crescita della ricchezza - il PIL) possiamo ritenere che il momento peggiore è passato. Ma si sa, molte persone ritengono che le Borse Valori siano casinò nei quali giocare d’ azzardo, tant’ è che dicono “ giocare in Borsa“ e potremmo avere ancora degli alti e bassi. MA, ricordiamocelo, IN BORSA SI INVESTE E A RAGION VEDUTA, SENNO’ SUCCEDONO GUAI! E adesso è il momento di ricominciare a investire.

Secondo: ci sono stati fenomeni premonitori? Quali i rischi futuri?

A invitare ad essere cauti c’ è stata una RECESSIONE, ossia l’ avvitamento dell’ Economia in una spirale difficilmente controllabile di riduzione del PIL( PIL di un determinato periodo = sommatoria del valore dei consumi pubblici e privati di beni e servizi + sommatoria del valore di tutti gli investimenti pubblici e privati + sommatoria di tutti i risparmi pubblici e privati ), stimolata da una contrazione dei consumi, che da tempo determinava una riduzione delle ordinazioni, quindi della produzione, ergo una riduzione dell’ occupazione (ossia del numero delle persone che percepiscono reddito spendibile e/o risparmiabile), quindi, a spirale, un’ ulteriore riduzione dei consumi, della produzione, dell’ occupazione, dei risparmi e degli investimenti (che si possono effettuare solo se le Banche effettuano prestiti a tassi ragionevoli agli imprenditori e i clienti delle banche ivi depositano i loro risparmi).

Questa RECESSIONE è stata preceduta da fenomeni premonitori ossia l’ INFLAZIONE (aumento notevole dei prezzi di beni e servizi) che ha allontanato la gente dai consumi e provocato la STAGNAZIONE (caratterizzata dal persistere di modeste variazioni del PIL e del reddito pro capite).

Se perdurassero tali fenomeni rischieremmo la STAGFLAZIONE (STAGNAZIONE persistente accompagnata da inflazione) e la DEFLAZIONE, ossia una crescente riduzione dei prezzi al consumo anche al di sotto dei costi di produzione, ciò che, comportando sensibili perdite, indurrebbe gli imprenditori a chiudere le loro imprese  incentivando, così, la disoccupazione, la povertà e la miseria.

E’ allora si giungerebbe alla DEPRESSIONE, ossia ad un persistente stato di crescente RECESSIONE..

Ora che, fortunatamente, la crisi finanziaria si è conclusa è necessario che nell’ interesse generale siano prese le giuste misure per evitarne pericolose conseguenze

Terzo: cosa è necessario fare?

Bisogna, ovviamente, agire su tutti quei fattori negativi, che agevolano la RECESSIONE (e portano le masse alla povertà e alla miseria e i governanti spesso alla follia), su alcuni con carattere di immediatezza e con gradualità su altri, su alcuni intervenendo direttamente, con misure combinate su altri :

- Misure immediate:

  • È necessario aumentare il potere d‘ acquisto delle masse con un aumento delle retribuzioni più basse ed una parallela riduzione del prelievo fiscale sulle stesse ed un controllo dei prezzi al consumo e delle tariffe(onde evitare l' incremento dell' inflazione). Dove prendere i fondi? Per i pubblici dipendenti, i dipendenti delle aziende private ed i pensionati nell’ aumentato gettito fiscale dovuto all’ inflazione e con un più severo controllo dell’ evasione e dell’ elusione fiscale; per i liberi professionisti in un’ appropriato ricalcolo degli oneri e delle detrazioni.
  • È necessario non ridurre la pubblica occupazione né contrarre la spesa pubblica (ogni riduzione dell’ occupazione e contrazione della spesa pubblica hanno effetti recessivi) ma renderle più efficienti. Ciò richiede la ristrutturatone di Enti o attività pubbliche, avviandole verso finalità virtuose in linea con quella che dovrebbe essere la politica economica nazionale (ne parliamo dopo). I fondi: quelli previsti dall’ attuale finanziaria nei vari settori d‘ interesse.
  • È necessario sostenere le imprese, quali che siano le loro dimensioni, con interventi finanziari tesi ad un loro sviluppo nel quadro dell’ innovazione organizzativa e di prodotto, ricordando che le grandi Imprese assieme ad una Pubblica Amministrazione efficiente sono la ricchezza di una Nazione, mentre le medie e le piccole ne sono lo specchio.

- Misure pianificate

  • È necessario attivare un potente e convincente programma di Opere Pubbliche teso a potenziare il sistema di reti, nell’ ambito di un indirizzo di sviluppo del Paese inteso come Sistema Unitario che gode di una felice posizione nel Mediterraneo sia dal punto di vista Geopolitico sia Climatico-Ambientale sia Storico-Culturale sia Industriale. I fondi? Potranno essere pubblici (se è necessario, si vendono i gioielli di famiglia) e privati e la loro sufficienza dipenderà dalla chiarezza del programma e dalla stimolante spinta all’ investimento conseguente ad una convincente opera di comunicazione e persuasione.
  • E' necessaria una efficace riforma della forma dello Stato, con una riduzione delle Regioni (secondo lo studio 1992 della Fondazione Agnelli), con l' applicazione del PPBS (programming-planning-budgeting system) nella formulazione della Politica economica.

Ministro Tremonti, dicono che lei sia geniale nelle sfide.

Non L’alletta questa, peraltro, sostenuta da 18 miliardi di riduzione del Debito Pubblico già ottenuta e da 6 miliardi di aumentate entrate fiscali ?

10月9日

E ADESSO?

 
 
LA CRISI DELLE BORSE
CI TROVIAMO AL BIVIO:
O SI VA VERSO LA RIPRESA O SI VA VERSO IL PEGGIO.
NON VI DICO COSA PENSO ADESSO,
 MA SE VA DIFFERENTEMENTE DALLE MIE PREVISIONI,
 FACCIO AMMENDA
E DICO CHE DI ECONOMIA NON CI CAPISCO NIENTE DI NIENTE.
SPERIAMO CHE SIA COSI'
10月1日

ARIECCHEME.PARLIAMO DELLA CRISI DI WALL STREET?

Arieccheme, grazie ad un maghetto che - solo toccandolo - ha guarito il mio PC e grazie anche a quanti hanno pregato perchè il tecnico lo mettesse a posto rapidamente.
A proposito di Wall Street vi ripropongo pari pari quanto ho postato il 20 agosto 2007, con l' amara soddisfazione di chi vede avverarsi un pronostico nefasto. Ma tant'è, non credo che mi direte che ho gufato,visto che previsioni del genere aveva fatto un certo Paul Anthony Samuelson,Premio Nobel per l' Economia 1970.
   
 
MA COS' E' QUESTA CRISI?

Quali le cause di una crisi finanziaria?

Le cause fondamentali delle grandi crisi finanziarie sono sempre state la “speculazione”, l’ ingordigia, che ne è il motore, ed anche una buona dose di credulità delle masse, le quali attribuiscono qualità di preveggenza geniali ad individui che per un motivo o un altro hanno grande dimestichezza col danaro, spesso non per loro merito.

La “speculazione” allontana l’ impiego del danaro dall’ Economia reale e crea spesso movimenti recessivi.

Come nasce e a cosa si deve la speculazione?

Volendo essere buoni, diciamo che la “speculazione” inizia quando individui (Istituzioni, Banche, Assicurazioni, ecc.), ritenuti accorti, acquistano titoli e il loro prezzo comincia a salire. Altri allora comprano, spingendo in tal modo i prezzi verso l’ alto.

Più gente compra, più ne viene attratta, nell’ illusione che la crescita durerà a lungo, e più i prezzi dei titoli lievitano. Fino a quando qualcuno, o per bisogno o per furbizia, quasi sempre in presenza di un evento negativo, vende per realizzare i guadagni. E’ allora che l’ evento negativo diffonde la paura e inizia così la rapida discesa dei valori che induce altri a vendere, non importa a che prezzo.

Cosa sta accadendo nelle Borse Valori occidentali?

Molto probabilmente, che qualcuno di quelli che hanno testa fina si è finalmente accorto che i valori dei vari Indici di Borsa del suo Paese, che per certi aspetti sono molto legati all’ andamento della crescita della sua ricchezza (il PIL), sono lievitati ben oltre ogni aspettativa ottimistica, vista la reale crescita dell’ Economia. Ed ha cominciato a disfarsi dei Titoli in suo possesso, per buona parte Fondi di investimento, attribuendo l' esigenza della vendita alla prevedibile insolvibilità di Banche ed altri Istituti fortemente impegnati in mutui “sub-prime ”. Tutto ciò sta determinando la rapida discesa dei valori di Borsa dei Titoli di alcuni Istituti, notoriamente impegnati in mutui e forme di credito varie, e diffondendo il panico, dato che buona parte dell‘ Economia si regge sul credito.

E così gli indici di Borsa hanno cominciato a traballare.

Per chiarirci la situazione esaminiamo, uno per tutti, il Dow Jones di Wall Street, stella polare delle Borse Valori di tutto il mondo, al cui andamento fanno riferimento tutti gli operatori di Borsa di tutto il mondo.

Nel giro di circa 5 anni, dal settembre 2002 al luglio 2007, il valore del Dow Jones è cresciuto da circa 7.300 punti a circa 14.000, in pratica di circa 6.700 punti, ossia di circa il 92 %, ovvero è cresciuto annualmente di circa 1340 punti (del 18 % circa l’ anno).

Inoltre, nel periodo dall’ agosto 2006 al luglio 2007 (1 anno) l’ indice è volato da 11.300 a 14.000 punti, è cresciuto cioè di 2.700 punti, cioè del 24% circa.

Nello stesso periodo di 5 anni la ricchezza reale USA, ossia il PIL, è cresciuta mediamente del 3 - 3,5 % l’ anno.

Ragionevolmente si poteva e doveva supporre che, tenendo anche conto dell’ influenza dell’inflazione, la crescita del valore del Dow Jones potesse essere del 6 - 8 % l’ anno (440 - 590 punti) , ossia, in totale, del 30-40 % (2200 - 3.540 punti) e che quindi dopo 5 anni il suo valore raggiungesse circa 9.500 - 10.850 punti.

Invece il divario fra crescita dei valori dei Titoli di Borsa e della ricchezza reale è enorme, come si vede.

Quando finirà la crisi?

Quando i valori degli Indici di Borsa saranno vicini a valori ragionevoli oppure quando la Cina penserà di impiegare le sue immense riserve monetarie. Lo farebbe nel suo interesse, per evitare appunto una recessione, dato che il suo sistema produttivo abbisogna dei nostri mercati, ma ci salverebbe da un lungo periodo di depressione ossia di povertà ed incertezze.

Perché questa crisi rassomiglia molto a quella del 1929 ed allora la soluzione fu trovata nell‘ ambito di ciascun Paese e portò all 2^ guerra mondiale.

Potrebbe accadere che la ragione stavolta abbia il sopravvento ……

(N.B.: i calcoli sono largamente approssimati, ma non tanto)