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1月30日 MISSIONE IN AFGHANISTAN E BASE USA DI VICENZALa polimorfa alleanza di centrosinistra al governo sta attraversando momenti difficili a causa di due problemi che mettono a rischio la maggioranza di governo: il rifinanziamento della missione in Afghanistan e l’ ampliamento della base USA di Vicenza.
In effetti un’ analisi non superficiale della situazione e delle origini vicine e lontane dei due problemi ci dice che essi sono strettamente connessi, dipendendo ambedue dalla nostra appartenenza alla NATO e dalla Politica militare USA.
In sostanza bisogna tenere presenti questi dati di fatto: - la Politica economica USA è pilotata dal “management” delle grandi “Corporation”; - le “Corporation” più potenti sono quelle che direttamente e/o indirettamente operano nel settore della Difesa (Guerra?), nel cui “management“ occupano posti di rilevo ex Ufficiali di grado elevato delle Forze Armate; - sono queste “Corporation ed il loro “management” che pilotano la Politica militare USA, proiettata già dall’ inizio della Guerra Fredda ad inviluppare sempre più il globo in una fitta rete di alleanze politico-militare, come la NATO, e di “basi militari” estere, tesa a dare sicurezza sia al territorio sia allo sviluppo economico USA ; - le alleanze prevedono di massima il controllo dell’ apparato militare da parte degli USA e l’ intervento contro aggressioni al territorio di uno Stato membro. Si considera aggressione anche il tentativo di capovolgimento dall’ interno del legittimo sistema di governo vigente in uno Stato membro; - gli indirizzi strategici delle Alleanze sono dettati dagli USA e sono gli stessi della Politica militare americana, come detto prima, coincidenti con gli interessi delle grandi "Corporation", in particolare di quelle operanti nel settore della Difesa. - la nostra missione in Afghanistan è figlia della nostra appartenenza alla NATO cui l’ ONU ha affidato l’ azione di peace-keeping ISAF, dopo il distruttivo intervento americano a seguito della “guerra asimmetrica” contro il territorio Afghano, base di al Qàida dopo l’ attentato alle Twin Towers dell’ 11 settembre 2001: in definitiva alla sua origine sta la Politica militare americana; - l’ allargamento della Base Usa di Vicenza è connesso strettamente con le esigenze della Politica militare americana ma le basi militari ovunque si trovino sono ghiotti obiettivi per i nemici degli USA (peraltro nelle basi vi sono anche siti e depositi di armi nucleari) e rappresentano un pericolo per lo Stato che le ospitano.
Il vero problema è: che posizione adottare con la politica militare USA, visto che ci coinvolge direttamente ed indirettamente? Una semplicistica risposta dovrebbe prevedere il rispetto dei vincoli dell’ Alleanza cui partecipiamo e, visto il modificarsi unilaterale nel tempo della Strategia dell’ Alleanza, la ricerca di un accordo in ambito UE per una ridefinizione multilaterale dell’ Alleanza stessa. Aspetta e spera che opposte posizioni ideologiche si raccordino. Il "pacifismo senza se e senza ma" ha senso solo in un mondo giusto e democratico ....... 1月9日 Avviso agli amici che mi leggonoLO SPACE DI NONNO NINO RIMARRA' CHIUSO PER QUALCHE GIORNO PER MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEL P.C..
ARRIVEDERCI A PRESTO. 1月4日 LA POLITICA ECONOMICA 2001 - 2005A sentire i commenti dei rappresentanti del centro-destra il quasi certo incremento delle entrate fiscali e la riduzione del fabbisogno pubblico del 2006 sono da ritenere effetti della miracolistica politica condotta dal precedente governo che avrebbe prodotto felicità, ottimismo, occupazione e benessere.
Ma in effetti, comunque, un' analisi men che superficiale di quali disastri quel governo ha combinato farebbe pensare che negli anni 2001-2005 la politica economica italiana sia stata in mani di dilettanti allo sbaraglio.
Questo, però, non solo è un errore di giudizio da parte delle masse ma anche, purtroppo, una pietosa bugia da parte di quelli che gestiscono il Potere i quali sanno che la Vera Verità confinerebbe l' Italia fra i Paesi bancarottieri (già è stato abbassato il rating!) con disastrose conseguenze non solo per l' Italia ma anche per la stessa Europa, considerato che gran parte dei titoli del notevole debito pubblico italiano è nelle casse di banche ed altre Istituzioni, buona parte delle quali sono in mani non italiane!
Il fatto è che nel quinquennio 2001-2005 la politica economica italiana è stata in mani di persone con le idee chiare.
Basta guardare la politica economica e quella fiscale.
Primo: è stata condotta una politica fiscale deliberatamente tesa a favorire il proprio elettorato, formato per buona parte di percettori di reddito elevato che si sono visti ridurre vistosamente l’IRPEF, e che ha ridotto sostanziosamente le entrate fiscali. Ciò ha concorso alla voragine del deficit e del debito pubblico e alla riduzione degli interventi pubblici in campo socioeconomico culturale.
Secondo:è stata condotta una politica dei prezzi deliberatamente tesa alla ricerca dell’incremento dell’inflazione reale per incrementare comunque le entrate da IVA pagata dai consumatori e controbilanciare il decremento di entrate da IRPEF, politica che da anni tiene l’Italia in recessione in quanto, a causa dell’inflazione reale, si sono ridotti drasticamente i consumi privati con conseguente caduta di produzione, di occupazione e appiattimento del PIL deflazionato.Ciò si è risolto in un ulteriore aumento del deficit, del debito e nello sforamento dei vincoli del patto di stabilità.
Terzo: sono stati fatti interventi (manovre e manovrine finanziarie) tesi a ridurre la spesa pubblica (contro ogni indicazione contraria delle leggi di macroeconomia) che si sono risolti in un ulteriore riduzione dei consumi (quindi della produzione di beni e servizi, quindi dell’occupazione) e in ulteriori danni per le classi più deboli.
Ma, pervicacemente, il centro-destra insiste non solo ad attribuirsi successi inesistenti ma anche a sostenere che tutto quello che di male è accaduto in Italia è colpa dell’Euro, dell’11 settembre , della concorrenza sleale della Cina e dei comunisti…… Ce ne vuole di bronzo per fare certe facce, e tanto! |
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